Cinque vergini sagge. Cinque stolte

Cinque vergini sagge.
Cinque stolte. 
Questo articolo cercherà di rispondere alle seguenti domande.
Chi sono le vergini?
Perché si addormentano?
Cosa rappresentano le lampade?
L'olio?
Cosa significa per noi?
Anche questo articolo ritoccherà in parte l'intendimento dello schiavo fedele e discreto in particolare la parte relativa all'olio.
 
Le vergini sagge e quelle stolte (dal libro "Il più grande uomo che sia mai esistito")
Gesù sta rispondendo agli apostoli che hanno chiesto un segno della sua presenza col potere del Regno. Ora, mediante tre parabole o illustrazioni, descrive altre caratteristiche di quel segno.
Chi sarebbe vissuto durante la sua presenza avrebbe potuto osservare l’adempimento di tutte e tre le illustrazioni. Gesù inizia la prima con le parole: “Allora il regno dei cieli diverrà simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, andarono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque erano discrete”.
Con l’espressione “il regno dei cieli diverrà simile a dieci vergini” Gesù non vuole dire che metà di coloro che ereditano il Regno celeste sono stolti e metà sono discreti! No, ma vuole dire che in relazione al Regno dei cieli vi è un aspetto simile a questo o a quello, oppure che questioni relative al Regno saranno simili a una certa cosa o a un’altra.
Le dieci vergini rappresentano tutti i cristiani che hanno o professano di avere la prospettiva di far parte del Regno celeste. Fu alla Pentecoste del 33 E.V. che la congregazione cristiana venne promessa in matrimonio allo Sposo risuscitato e glorificato, Gesù Cristo. Ma il matrimonio doveva aver luogo in cielo nel futuro, in qualche tempo imprecisato.
Nell’illustrazione, le dieci vergini escono per accogliere lo sposo e unirsi al corteo nuziale. Quando egli arriverà, illumineranno il percorso del corteo con le loro lampade, onorandolo in tal modo mentre condurrà la sua sposa alla casa preparata per lei. Gesù però spiega: “Le stolte presero le loro lampade ma non presero con sé l’olio, invece le discrete presero l’olio nei loro recipienti, con le loro lampade. Mentre lo sposo tardava, tutte sonnecchiarono e si addormentarono”.
Il prolungato ritardo dello sposo indica che la presenza di Cristo come Re al potere deve aver luogo nel lontano futuro. Egli sale infine al trono nel 1914. Durante la lunga notte che precede questo avvenimento, tutte le vergini si addormentano. Ma non sono condannate per questo. Le vergini stolte vengono condannate perché non hanno olio per i loro recipienti. Gesù spiega come le vergini si svegliano prima che arrivi lo sposo: “Proprio nel mezzo della notte si levò un grido: ‘Ecco lo sposo! Uscitegli incontro’. Allora tutte quelle vergini si alzarono e misero in ordine le loro lampade. Le stolte dissero alle discrete: ‘Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade stanno per spegnersi’. Le discrete risposero dicendo: ‘Forse non ce n’è abbastanza per noi e per voi. Andate piuttosto da quelli che lo vendono e compratevelo’”.
L’olio simboleggia ciò che permette ai veri cristiani di risplendere di continuo come illuminatori. Si tratta dell’ispirata Parola di Dio, sulla quale i cristiani mantengono una salda presa, e dello spirito santo, che li aiuta a comprendere questa Parola. L’olio spirituale mette le vergini discrete in grado di diffondere luce per accogliere lo sposo lungo il tragitto del corteo sino alla festa nuziale. Ma la classe delle vergini stolte non ha in sé, nei propri recipienti, il necessario olio spirituale. Perciò Gesù descrive ciò che accade:
“Mentre [le vergini stolte] andavano a comprarne [a comprare l’olio], arrivò lo sposo, e le vergini che erano pronte entrarono con lui alla festa nuziale; e la porta fu chiusa. Più tardi venne anche il resto delle vergini, dicendo: ‘Signore, signore, aprici!’ Rispondendo, egli disse: ‘Vi dico la verità: Non vi conosco’”.
Dopo che Cristo è arrivato nel suo Regno celeste, la classe delle vergini discrete, composta di veri cristiani unti, si desta in quanto al proprio privilegio di diffondere luce in questo mondo coperto di tenebre per acclamare lo Sposo ora tornato. Ma quelli raffigurati dalle vergini stolte non sono preparati per acclamarlo in tal modo. Perciò, quando arriva il momento, Cristo non apre loro la porta di accesso alla festa nuziale in cielo. Li lascia fuori nell’oscurità della più profonda notte di questo mondo, onde periscano insieme a tutti gli altri operatori d’illegalità. “Siate vigilanti dunque”, conclude Gesù, “perché non sapete né il giorno né l’ora” (fine della citazione).

Chi sono le vergini?
Anche qui, come altrove, è necessario saper leggere tra le righe per comprendere l'importanza della parabola nonché della spiegazione sopra riportata.
Le vergini stolte rappresentano forse i “falsi cristiani”, cioè il clero della cristianità e i suoi aderenti, e magari per estensione è anche un avvertimento a tutti noi?
Include tutti coloro che semplicemente professano di essere destinati a regnare con Cristo o è rivolta esclusivamente al popolo di Dio?
Può sembrare una sottigliezza ma non è così anche a motivo della tendenza umana a pensare che gli avvertimenti o le riprensioni si applichino sempre agli altri.
Proviamo a fare una serie di ragionamenti.
Può la cristianità, colei che ha tradito il Signore Gesù facendo alleanze politiche con il mondo di Satana e insegnando falsità, essere paragonata ad una vergine?
Possono veramente sperare di regnare con Cristo se la maggioranza di loro non ci ha mai neppure creduto?
Si può dire che essi stanno aspettando davvero il Regno di Dio se hanno riposto tutte le loro speranze nelle Nazioni Unite?
Hanno davvero con loro “le lampade” se hanno sostituito gli insegnamenti biblici con ogni sorta di filosofia umana?
La risposta è no a tutte e quattro le domande.
Per una volta proviamo a dimenticarci dell’esistenza stessa della cristianità.
Come riporta anche il libro “Più grande uomo”… Le dieci vergini rappresentano tutti i cristiani che hanno o professano di avere la prospettiva di far parte del Regno celeste” - Confronta Rivelazione 14:4
Quindi questa parabola è rivolta esclusivamente ai cristiani.
Questo insegnamento specifica chiaramente che tra i veri cristiani ci saranno quelli saggi e quelli stolti.
Applichiamo quindi le parole di Cristo a noi stessi e cerchiamo di discernere la differenza tra le lampade e l’olio.
In 2 Samuele 22:29 Geova stesso viene paragonato ad una lampada che permette di dissipare le tenebre dell’uomo.
Proverbi 6:23 dice "Poiché il comandamento è una lampada, e una luce è la legge, e le riprensioni della disciplina sono la via della vita" e 2 Pietro 1:19 applica particolarmente questo concetto alla profezia dicendo… "Quindi abbiamo la parola profetica [resa] più sicura; e voi fate bene prestandole attenzione come a una lampada che risplende in luogo tenebroso, finché spunti il giorno e sorga la stella mattutina, nei vostri cuori".
Ci sono anche altre scritture ed in genere la lampada è associata alla conoscenza, alla verità, alla salvezza, alla protezione nonché all’ispezione da parte di Geova – Vedi Sofonia 1:12
Quindi si capisce molto bene che si sta parlando della Parola stessa di Dio la quale, tra le altre cose, “è utile per riprendere, per correggere, per disciplinare nella giustizia” - 2 Timoteo 3:16. 17; Salmo 119:105
Quindi, secondo queste scritture, se la lampada è la Parola di Dio non può esserlo anche l’olio.
Tutti i veri cristiani hanno con se questa lampada e hanno usufruito della sua luce in quanto, per diventare tali, hanno dovuto studiare la Bibbia.
Il tempo passa… forse passa più tempo di quanto ognuno di noi aveva pensato.
Forse ci siamo tutti addormentati, nel frattempo.
Abbiamo sempre questa meravigliosa lampada con noi ma… insomma ci siamo un po’ stancati di aspettare, diciamoci la verità.
Tra l’altro Gesù non menziona alcun rimprovero da parte dello Sposo per il fatto che le vergini si siano addormentate (forse riconoscendo implicitamente questa debolezza umana – confronta Matteo 26:40, 41; Ebrei 12:1)
Il fattore che distingue nettamente le vergini sagge da quelle stolte non è tra chi possiede le lampade e chi no. Ogni vero cristiano possiede una Bibbia (o una parte d’essa) e la utilizza nella sua adorazione formale.
La distinzione vera, che farà la differenza tra la salvezza o la condanna, è tra chi possiede l’olio e chi non lo possiede.
Cos’è dunque l’olio, secondo la Bibbia?
Salmo 141:5 mette in relazione l’olio con la piacevolezza anche se si sta parlando di disciplina e del “colpo del giusto”.
Proverbi 21:20 dice che il saggio ha in casa sua “un tesoro desiderabile e olio” e fa un contrasto con lo stupido che l’inghiotte.
Ecclesiaste 9:8 ci ricorda di mantenere le vesti bianche e che l’olio non manchi mai sulle nostre teste.
Isaia 1:6 ci ricorda che l’olio era un balsamo lenitivo e curativo per le ferite – Confronta Luca 10:24
Quindi l'olio è messo in relazione con l'abbondanza, la piacevolezza, l'amorevole disciplina, qualcosa che il saggio apprezza e lo stolto disprezza.
In particolare l’olio è associato al riconoscerne il valore e chi ne riconosce il valore ne nutre il desiderio.
Le vergini stolte non sono tali in quanto "addormentate" (come abbiamo visto si sono addormentate tutte) ma perché non hanno più olio.
Forse hanno perso il loro desiderio di comprendere davvero la Parola di Dio e non credono (o non credono più) che Dio interverrà sugli affari di questo mondo – Sofonia 1:12
Forse l’hanno letta e studiata in passato ma a distanza di anni, vedendo che ciò che credevano non si è avverato, non provano più piacere in Essa.
Non considerano più questo olio un balsamo curativo.
Quindi la lampada rappresenta la Parola di Dio (Salmo 119:105) mentre l'olio rappresenta la propria cura e il proprio desiderio di comprenderla. Rappresenta quanto valore diamo, e continuiamo a dare, ad essa.
Non è neppure l’opera di predicazione perché, se come abbiamo visto questa parabola si applica esclusivamente ai cristiani, tutti i cristiani partecipano all’opera di predicazione.
Le lampade della parabola, infatti, non servono per “risplendere come illuminatori del mondo” ma per illuminare i propri passi, per riuscire a vedere e correre incontro allo Sposo.
Se l’accezione fosse stata quella di “illuminatore del mondo” allora le stolte non sarebbero dovute andare “a comprarne dell’altro” perché avrebbero potuto usufruire dell’illuminazione delle altre cinque.

A quale dei due gruppi assomigliamo davvero?
Abbiamo ancora la curiosità, il desiderio, la voglia di scavare e comprendere nonostante la notte sia inoltrata e lo Sposo abbia tardato tanto? - Abacuc 2:3
Crediamo ancora che la Bibbia abbia tanto da dirci e quindi riconosciamo la necessità di scavare oppure ci limitiamo a ripetere a pappagallo quello che ci hanno preparato altri? - Proverbi 2:1-6
Le vergini sagge "si addormentano" e quindi cadono nel sonno spirituale ma non perdono il loro amore per la Parola di Dio, il loro desiderio di scavare e comprendere (portano con se l'olio).
Non smettono di dare importanza ad Essa e neppure si limitano ad accettare tutto per partito preso ma, a somiglianza dei bereani, ricevano la Parola con la massima premura di mente - Atti 17:12; 2 Corinti 13:5
Le vergini stolte, invece, avevano con loro le lampade (la Parola di Dio) ma oltre ad addormentarsi perdono fiducia nella Bibbia stessa, nel suo potere curativo e illuminante, non danno più ad Essa il giusto valore.
Le stolte non sono così in grado di vedere lo Sposo quando Egli arriva e non possono corrergli incontro.
Non si tratta di “spandere luce per gli altri” ma per se stesse.
La parabola non è riferita all’opera di fare discepoli o al proprio comportamento irriprovevole (sono tutte formalmente irriprovevoli in quanto vergini) ma della loro condizione di cuore – Matteo 24:42
Proviamo dunque a rimetterci in discussione perché… - Luca 11:35

Commenti

  1. Questo post è un ottimo spunto di riflessione. Tutti noi dovremmo mantenere l'entusiasmo della ricerca perché la bibbia è un tesoro che parla solo a cuori ricettivi. Purtroppo se all'inizio si studia con spirito bereano, nel tempo si rischia di abituarci alla "pappa pronta" smettendo di continuare a ragionare e valutare personalmente. Ricordiamo che ciascuno renderà conto di se stesso a Dio e non potremo dirgi: "noi abbiamo solo obbedito agli ordini.." Anche a Norimberga non funzionò. .

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  2. io ho sempre pensato che l'olio fosse il riferimento allo spirito santo che unge il prescelto da Geova.
    Il fatto che oggi tutte le vergini dormono è la chiara descrizione delle realtà: il cibo spirituale solido è sparito, non ci sono più trattazioni dettagliate delle profezie che devono avvenire, ci si limita ad andare avanti per inerzia con i soliti video emozionali e basta.
    Mentre per quello che riguarda le vergini stolte, è chiaro che troppi prendendo gli emblemi asseriscono di avere una chiamata celeste e al momento oppurtuno sarà chiaro a tutti che non è così.
    Naturalmente è un pensiero personale, ho apprezzato quanto scritto nel post.

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    1. Ti ringrazio Samgar, e non farti proprio problemi a contestare perché per questo motivo ho aperto il blog.
      In un artuicolo precedente ho spiegato che la distinzione tra "unti" ed "eletti" e come le due cose non combaciano necessariamente.
      Ti incollo una parte della trattazione (puoi leggere tutto l'articolo integralmente a questo link http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/05/gliemblemi-della-commemorazione-devono.html )

      "Inoltre anche il termine "unto", così com'è utilizzato oggi, è erroneo.
      Se sappiamo che Dio non preordina nessuno per essere Re e sacerdote (altrimenti sarebbe ingiusto dire di "spingersi avanti" se i giochi fossero già fatti) non possiamo accettare la credenza che alcuni siano già unti.
      Inoltre se l'unzione, nella Bibbia, ha a che fare con l'incarico di Re o con lo Spirito Santo, noi sappiamo che nessuno è Re tra di noi (Matteo 23:8-12) e nessuno, al giorno d'oggi, è unto con lo Spirito (I Corinti 13:8).
      Non si capisce neppure tutta la distinzione che passerebbe tra "l'essere ispirati" e "l'essere guidati dallo Spirito" e come "essere guidati dallo Spirito" significhi essere unti.
      Oltretutto nel passato Dio versò il Suo spirito su molte persone che non avevano la speranza celeste.
      Noi sappiamo che dalla morte dell'ultimo apostolo i doni dello Spirito sono cessati e quindi... in che senso "gli unti" sono unti? Se essi non sono preordinati (non si sa se regneranno in cielo fino alla fine), non hanno alcun dono dello Spirito (questi sono cessati nel primo secolo) e non sono neppure ispirati... cosa distingue un "unto" da un altro?" (fine della citazione)

      Proprio perché non c'è alcun "prescelto" ma Gesù stesso disse che avrebbe afferrato il regno "colui che si fosse spinto in avanti" (Matteo 11:12) l'olio della parabola di Gesù, almeno in questo contesto, non può applicarsi all'unzione dello Spirito Santo.
      Inoltre si parla delle 5 vergini che "non portarono con se" l'olio, e quindi questo cosa significherebbe? Non si dice che esse non avevano mai avuto quest'olio (il semplice fatto che le lampade, inizialmente, erano accese... significa che l'avevano avuto) ma vengono punite NON perché si addormentano ma perché "non hanno portato con se l'olio".
      Come potremmo applicare quest'espressione all'unzione dello Spirito Santo?
      Tutte e dieci, invece, sono invitate dallo sposo e tutte e dieci, potenzialmente, potevano "entrare nella gioia del loro Signore" ma, ahimé, 5 di loro hanno dimenticato qualcosa.
      Lo Spirito Santo? Non è possibile perché avere o non avere lo Spirito Santo non dipende mica dalla nostra volontà (è Geova a darlo). Quindi dipendeva solo da loro fare scorta di questo olio.
      E' stato trattato anche chi deve prendere gli emblemi e chi no e quindi non riguarderebbe neppure coloro che prendono gli emblemi se sono troppi o pochi ma proprio coloro che nutrono il desiderio di regnare con Cristo.
      Tra tutti quelli che nutrono questo desiderio, è evidente che Gesù avverte di non "vivere di rendita" o, come hai scritto tu, "non andare avanti per inerzia".
      Chi comincia a perdere il rispetto per la Bibbia, chi "non crede più" al suo valore profetico o salvifico, non può asserire di essersi "spinto avanti per afferrare il Regno" e di conseguenza, nonostante il desiderio o la speranza che si nutrono, Cristo sceglierà solo coloro che davvero hanno dimostrato di meritarlo (pur essendo deboli e imperfetti, come tutti)

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  3. Perdonami Israeli, nel post c'è un versetto sbagliato a un certo punto dici: Isaia 1:6 ci ricorda che l’olio era un balsamo lenitivo e curativo per le ferite – Confronta Luca 10:24.....in realtà volevi digitare Luca 10:34?

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    1. Ahahah accidenti... dovrò fare più attenzione (tra tante cose scritte e per la testa mi scappa spesso qualcosa)! Grazie Will Turner, hai di nuovo ragione. Volevo dire Luca 10:34

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