I tempi fissati delle nazioni

"...e Gerusalemme sarà calpestata dalle nazioni, finché i tempi fissati delle nazioni non siano compiuti" – Luca 21:24 (TnM)
"Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti" (CEI)
"e Gerusalemme sarà calpestata dai popoli, finché i tempi delle nazioni siano compiuti" (Nuova Riveduta)
"e Gerusalemme sarà calpestata dai gentili, finché i tempi dei gentili siano compiuti» (Nuova Diodati)


I "tempi fissati delle nazioni" sono un altro argomento su cui molti testimoni di Geova fanno fatica a fare autocritica a motivo dei collegamenti più o meno indotti in relazione ai "sette tempi" del capitolo 4 di Daniele.
Nei rari casi in cui si avesse la possibilità di ridiscutere l'applicazione del sogno di Nabucodonosor, si avrebbe probabilmente una risposta del tipo... "Anche Gesù parlò dei tempi fissati delle nazioni!"
La "logica" intrinseca sarebbe... "Dal momento che Gesù menzionò i tempi fissati delle nazioni, l'interpretazione dei sette tempi di Daniele capitolo quattro è corretta".
Questa è un'affermazione ragionevole?
Prima di rispondere a questa domanda cominciamo subito con lo scremare le eventuali obiezioni sulla traduzione.
È corretto tradurre "tempi fissati", come fa la TnM, o si sarebbe dovuto tradurre semplicemente "tempi" come fa la maggioranza delle altre traduzioni?
L'autore di questo articolo non è un esperto di greco o di ebraico ma vedremo come la Bibbia, da sola, può rispondere efficacemente a questa domanda.
Possiamo fare una ricerca e vedere come il libro Perspicacia, ad esempio, spieghi che "il sostantivo greco kairòs (pl. Kairòi) ... secondo un dizionario, “significa un periodo di tempo fissato o definito, una stagione, a volte un tempo opportuno o appropriato alla stagione” (Perspicacia volume 1, "Tempi fissati delle nazioni") e tutto questo può essere condivisibile com'è anche possibile che altri dizionari diano significati diversi con altrettante spiegazioni logiche e convincenti.
Chi ha ragione?
É questo il problema con la sapienza umana: tutto è quasi sempre il contrario di tutto e non è la maggioranza a stabilire cosa è vero e cosa non lo è.
Ovviamente le ricerche coscienziose degli esperti meritano rispetto ed una "verità" conquistata con lo sforzo e la disciplina è sicuramente più apprezzabile di una "verità" semplicemente presa o preparata da altri.
Noi cristiani, comunque, abbiamo qualcosa in più della sapienza umana.
Noi abbiamo la Parola di Dio e se qualcosa "non è chiaro" ciò dipende semplicemente dal fatto che non è arrivato il tempo o non abbiamo studiato o meditato abbastanza su quest'Opera straordinaria.
Che la traduzione più corretta sia “tempi” o “tempi fissati” non ha proprio alcuna importanza perché è evidente che i tempi siano fissati o predeterminati.
Le nazioni, così come le conosciamo oggi, sono governante da Satana e dai demoni – vedi Giovanni 12:31; Daniele 10:20
Pensare che il tempo dato a Satana per agire non sia fissato, cioè predeterminato, significherebbe dire che egli avrebbe potuto agire indisturbato per tutto il tempo che avrebbe voluto.
È assolutamente logico che se Satana ha sfidato il diritto di Dio di governare l’umanità nonché la fedeltà degli stessi esseri umani, Dio gli abbia dato del tempo determinato per dimostrare la sua accusa.
Diversamente Satana potrebbe dire, e continuare a dire indefinitamente “Dammi altro tempo...”.
In effetti è quello che cercherà di fare, fino all’ultimo momento, con la sua ultima bestia nazionalistica – Confronta Daniele 7:25
Il contesto di Luca 21:24 parla della distruzione di Gerusalemme e dice che essa sarà “calpestata dalle nazioni finché i tempi delle nazioni siano compiuti" e anche il termine “compiuto” significa che c’era qualcosa di predeterminato.
Lo stesso termine, “compiuto”, è utilizzato dal Signore al momento della sua morte riportata in Giovanni 19:30.
Cos’era compiuto?
Si erano adempiute tutte le profezie riguardanti Lui stesso e la Sua morte portò a termine, o compì completamente, il suo incarico – Matteo 20:28
Tutto questo era stato previsto molti anni prima ed infatti le persone riflessive e studiosi delle scritture ebraiche avrebbero potuto riconoscere chi era il vero Messia a motivo di questo.
Alla stessa maniera i “tempi delle nazioni” si compiono nel momento in cui esauriscono il loro tempo che, evidentemente, è determinato.
Se per i puristi di greco antico sia più corretto tradurre “tempi” o “tempi fissati”, lasciamo che siano loro a litigare. A noi interessa il messaggio biblico.
Ovviamente la vera “questione” che molti vorrebbero tirare fuori dietro questa diatriba è cercare di comprendere se traducendo “tempi fissati” si sia voluto, in qualche modo, creare un collegamento con Daniele capitolo quattro.
In pratica ci si chiede se la traduzione voglia far dire a Gesù quello che non dice e cioè… “Gerusalemme sarà calpestata dalle nazioni finché i tempi fissati descritti in Daniele capitolo 4 non siano compiuti”.
Anche in questo caso possiamo dire che la questione non ci interessa perché è sempre nella Bibbia che dobbiamo cercare la risposta.
Se la Bibbia avesse effettivamente spiegato che i sette tempi dell’albero si riferivano al tempo concesso alle nazioni per agire prima della venuta del Regno di Dio, allora potremmo anche discutere se in Luca capitolo 21 Gesù fece un parallelo con quelle scritture oppure no, ma dal momento che Daniele capitolo quattro non parla assolutamente di questo, la questione muore sul nascere.
Che Gesù abbia detto “tempi” o “tempi fissati”, non poteva comunque riferirsi a Daniele capitolo quattro.
E’ possibile trovare una trattazione dettagliata di questo soggetto al seguente link

http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/05/lacronologia-linterpretazione-la.html

Queste erano le premesse dovute.
Adesso cerchiamo di vedere cosa voleva dire il Signore e quando e come si adempiono le sue parole.
Intanto è corretto concludere che le parole di Gesù non si limitino al tempo della distruzione di Gerusalemme perché le nazioni, dopo il 70 E.V., hanno continuato ad agire arrivando ai nostri giorni.
Il loro tempo, dunque, non si è ancora compiuto.
Quindi dobbiamo comprendere i due soggetti implicati in questa affermazione: Gerusalemme e le nazioni.
Per il primo soggetto abbiamo un problema.
Chi è “Gerusalemme”?
E’ la città letterale, la quale non a caso esiste nuovamente nel tempo della fine, oppure è il popolo di Dio nel suo insieme?
Molti direbbero “è il popolo di Dio” ma la risposta non è così scontata e per vari motivi.
Uno di questi è che quando Gerusalemme fu calpestata fino ad arrivare alla distruzione non c’erano presumibilmente cristiani.
Quindi la distruzione di Gerusalemme non solo si abbatté su una città letterale, ma non coinvolse assolutamente i cristiani (se prendiamo per assodato che essi ascoltarono gli avvertimenti dati da Cristo oltre trent’anni prima) – Luca 21:20, 21
D’altro canto, se fosse la letterale Gerusalemme ci si dovrebbe chiedere per quale motivo, oggi, una città che non dovrebbe avere più nulla di “sacro” rivestirebbe una tale importanza nelle parole di Gesù.
Ebbene, la risposta potrebbe sorprenderci.
I tempi fissati delle nazioni finiscono all’inizio di Armaghedon perché quello è il momento in cui viene distrutto il sistema satanico. Solo per allora avranno "esaurito il loro tempo" nel senso di continuare a prendere il posto o interferire con il Regno di Dio sulla terra.
Se leggiamo Rivelazione, infatti, notiamo che c’è una differenza temporale da quando Gesù prende il potere a quando, effettivamente, inizia la Sua guerra – Confronta Rivelazione 11:15 e Rivelazione 19:19. 20
Quando Gesù prende il potere le nazioni non hanno ancora esaurito il tempo per agire e questo lo si vede chiaramente da tutto quello che accade dal capitolo 13 in poi.
Questo fa comprendere che è sbagliato associare il termine del “tempo fissato delle nazioni” alla presenza di Cristo.
Come abbiamo visto in un articolo precedente, da quando Gesù prende effettivamente il potere fino all’inizio di Armaghedon devono passare ancora tre anni e mezzo (si veda l’articolo intitolato “1290 e 1335 giorni”) - vedi Rivelazione 11:2; 13:1-5
Questo è in armonia anche con le parole di Daniele che parla di questo “re” che cercherà di cambiare i tempi e la legge ma essi gli “saranno dati in mano per un tempo, e dei tempi e la metà di un tempo” – Daniele 7:25
In pratica avrà soltanto quarantadue mesi, davvero un breve periodo di tempo per agire – vedi anche Rivelazione 12:12
Se i tempi fissati delle nazioni terminano ad Armaghedon e non alla presenza di Cristo, allora dobbiamo prendere il libro Rivelazione e vedere quali sono i soggetti implicati e cosa succede in prossimità di Armaghedon.
Sappiamo che è il popolo di Dio ad essere calpestato selvaggiamente fino all’ultimo momento del sistema satanico.
Ciò avviene tramite l’ultimo impero dominante, descritto come una delle teste scannate a morte che rivive, la quale bestemmia Dio, il Suo Nome, la Sua dimora e quelli che dimorano in cielo nonché fa guerra contro i santi e li vince - Rivelazione 13:3-7
Alla fine di questi quarantadue mesi concessi alla bestia, il tempo finisce ed inizia Armaghedon – Rivelazione 19:19, 20
Gesù si riferiva a questo avvenimento quando disse che Gerusalemme sarebbe stata calpestata dalle nazioni “finché i tempi fissati delle nazioni non fossero compiuti"?
No, e capiamo il perché se identifichiamo anche l’altro possibile soggetto implicato nella questione.
Abbiamo detto che parlando di Gerusalemme ci si potrebbe riferire alla città letterale.
Quale altro soggetto e quale avvenimento, in Rivelazione, prelude l’inizio di Armaghedon?
Se ci limitiamo a leggere quello che c’è scritto in ordine cronologico la risposta dovrebbe essere scontata: la distruzione di Babilonia la Grande.
In vari articoli precedenti abbiamo ridiscusso l’identità di Babilonia la Grande arrivando alla nazione di Israele (la quale include Gerusalemme, ovviamente).
Se non l’avete ancora fatto, potete trovare una descrizione dettagliata nel seguente link
 http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/05/un-nome-un-mistero-babilonia-la-grande.html
Se Babilonia la Grande è dunque Israele, in che senso è stata calpestata dalle nazioni dal 70 E.V. fino ad ora?
Come abbiamo visto dall’articolo dedicato a Babilonia, il moderno Israele rinasce non per volontà di Dio ma a motivo degli intrallazzi politici delle nazioni.
Benché la sua “rinascita” sia stata accolta dalle religioni del mondo come il ritorno del vero Israele, essa è una mistificazione.
I fondatori di questa nuova Israele non hanno dato onore a Dio (molti di loro non sono neppure credenti), non apprezzano più il Dio della Bibbia ma l’hanno sostituito con le loro tradizioni (confronta Matteo 15:6).
Essi hanno cercato rifugio e protezione nelle nazioni di questo mondo.
Dell’antica Israele è rimasto soltanto il territorio geografico ma la gente che compone questa nazione forma in realtà una moderna Babilonia.
Inoltre le nazioni “fondatrici” e le Nazioni Unite nel loro insieme continuano a calpestare questa nazione con i loro insediamenti militari* (vedi nota in calce)
Possiamo quindi dire che la città letterale di Gerusalemme, così come tutta Israele, è attualmente calpestata dalle nazioni del mondo.
Fino a quando sarà calpestata?
Fino alla sua distruzione, ovviamente – Rivelazione 17:16
E’ vero che questa azione distruttiva viene compiuta dalla bestia selvaggia ma ricordiamoci che questo avvenimento, dopo il periodo di pianto e lutto degli ipocriti governanti del mondo, segnerà l’inizio di Armaghedon.
Da quel momento in poi più nessuno potrà calpestare Gerusalemme.
È chiaro, a questo punto, che dobbiamo fermarci un attimo.
Se Israele è Babilonia la Grande, è chiaro che non dovrebbe avere alcuna accezione positiva nella sua descrizione (in fondo Babilonia è sempre stata la più grande nemica del popolo di Dio) eppure Gesù, nella scrittura base di questo articolo, menziona questo avvenimento come se fosse la liberazione di Gerusalemme.
È come se dicesse… “Gerusalemme sarà calpestata dalle nazioni fino ad un certo punto… ma poi, finalmente, non sarà più calpestata!”.
Diventa semplice comprendere questa espressione se comprendiamo che la nazione scelta da Dio per il Suo popolo ha ancora la sua importanza.
Una nazione, intesa come territorio geografico, di per se non ha meriti né colpe.
Quindi non è il territorio geografico ad essere condannato ma le persone che popolano tale territorio così come il resto del sistema satanico.
La nazione d’Israele è stata rigettata come popolo, a motivo della loro condizione di cuore, ma il paese dove scorre “latte e miele” è pur sempre il paese scelto da Geova Dio per il Suo Popolo – Esodo 3:8
Il monte dell’Adornamento è pur sempre il monte dell’Adornamento, anche nel tempo della fine, perché scelto da Dio – Confronta Daniele 11:45
Le persone che occupano quel territorio non sono più il popolo di Dio (e quindi dal momento che l’hanno rinnegato sono diventati occupanti abusivi eccezion fatta per coloro che si convertiranno entro il tempo della fine) ma il territorio scelto da Dio è stato comunque scelto da Dio.
Dovremmo pensare che dal momento in cui il territorio scelto da Dio e stato poi usurpato da un altro popolo, Dio distruggerà quel popolo e anche il territorio in maniera definitiva?
La distruzione di Babilonia è definitiva nel senso che non ci saranno mai più persone con tali caratteristiche ad occupare il campo dei santi – Confronta Rivelazione 19:3 con Ezechiele 38:17, 18
Ovviamente questo non significherà affatto che tale luogo non sarà mai più abitato – Confronta Ezechiele 38:12
Gerusalemme, quindi, nonché tutta Israele sarà nuovamente abitata dal vero popolo di Dio, cioè il popolo che ha apprezzato tale privilegio producendone i frutti, popolo che a suo tempo sarà radunato dalle quattro estremità della terra – Isaia 11:11, 12
Quindi non è un caso che la persecuzione del popolo di Dio, quello vero, termini proprio in concomitanza con la distruzione di Babilonia la Grande.
Quando le nazioni avranno esaurito il loro tempo, che comprende sia il calpestamento di Gerusalemme che la persecuzione, inizierà Armaghedon che distruggerà questa bestia e tutti i popoli compatti nel combattere contro l’Agnello.
In quel momento Gerusalemme sarà stata liberata e il popolo di Dio, dopo il necessario periodo passato nelle “stanze interne”, potrà dirigersi verso quel paese che fa ancora parte della promessa e dove in breve tempo ricomincerà a scorrere latte e miele – Isaia 26:20
Collegando correttamente le scritture, ci rendiamo conto quant’è meravigliosa questa profezia e com’è stata sminuita nel tentativo di dimostrare una data indimostrabile?
Dio ci condurrà nella Terra Promessa, ancora promessa, quando non ci sarà più alcuna traccia di Babilonia la Grande e neppure di tutti coloro che, nel tempo, hanno calpestato questa nazione impunemente – Esodo 3:8; Malachia 3:6; Isaia 55:10, 11
Solo coloro che comprenderanno correttamente la profezia possono sperare di essere tra quelli che si prepareranno per raggiungerla – Isaia 11: 11, 12; 1 Corinti 14: 8-11



Saremo tra quelli radunati "dai quattro angoli della terra"?


Nota in calce*: A prescindere dal fatto che la moderna nazione d’Israele sia stata fondata nel 1948, il territorio originale è stato comunque calpestato dal 70 E.V. fino ai nostri giorni.
Usando la parola “finché”, Gesù lascia ben intendere che questo calpestamento non avrebbe avuto tregua e quindi non è corretto dire che Gerusalemme è stata calpestata dalla sua “rifondazione” avvenuta appunto nel 1948 fino ad oggi.
Qualunque popolo si sia insediato nel territorio dell’originale Israele (e Gerusalemme) nell’arco dei trascorsi 2000 anni, non è più stato il popolo scelto da Dio e quindi si può ben dire che il territorio è stato calpestato e profanato dai Gentili.












Commenti

  1. Il ragionamento fila, ma secondo me fino a un certo punto. Non mi convince l'associamento tra la profezia di Gesù su Gerusalemme e il significato di Babilonia La Grande, anche se ho letto le sue spiegazioni, però che tale profezia abbia a che fare con l'odierno Israele ne sono convinto. Potrebbe essere una punizione di Dio per aver rigettato e messo a morte il suo Figlio, stavolta molto prolongata nel tempo e non di soli 70 anni come nel caso dell'esilio a Babilonia. Quindi dalla diaspora del 1° secolo al 1948, anno in cui i discendenti degli Ebrei si sono reinsediati nella loro terra come stato autonomo, favorendo il rimpatrio di tanti ebrei. Inoltre il riferimento di Gesù è alla città, Gerusalemme, e non al popolo di Israele. Nel senso che come città, all'epoca di Gesù capitale del Regno di Giuda ancorchè governata da un re fantoccio dei Romani, avrebbe perso il suo status e quell'autonomia amministrativa e religiosa concessa da Roma, oltre a gran parte dei suoi abitanti. La sua sopravvivenza sembra che vada ancora più avanti rispetto alla cosiddetta battaglia di Har-Maghedon. Nel capitolo 20 dell'Apocalisse verso 9, la "città amata" viene vista ancora in piedi, ancorchè assediata.
    Shalom

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    1. Grazie per il suo commento.
      Come ho scritto in più di un articolo, gli ultimi post contengono delle affermazioni che danno per scontato che certi insegnamenti/dottrine siano state già affrontate (dal probabile lettore) alla luce degli articoli più vecchi.
      Ovviemente non può essere sempre così perchè lettori si aggiungono continuamente e vanno a leggere gli ultimi articoli, cioé i primi che appaiono nella homepage.
      Un singolo "cambio di intendimento" produce un effetto a catena che va a modificarne molti altri ed è solo normale che certe affermazioni appaiano, come minimo, "strane".
      In merito all'articolo in questione, si menziona Babilonia la Grande quindi, per chi non l'avesse ancora fatto, sarebbe profittevole andare a vedere l'articolo che tratta questo soggetto ( http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/05/un-nome-un-mistero-babilonia-la-grande.html ) e valutare attentamente le ragioni logiche e scritturali che ci portano verso Israele.
      Non è l'unico articolo. Bisogna anche andare a vedere quali nazioni scompaiono ad Armaghedon ( http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/06/quali-nazioni-scompaiono-ad-armaghedon.html ) e quale messaggio predicheranno i due testimoni vestiti di sacco ( http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/08/che-messaggio-predicheranno-i-2.html ).
      Solo in questo caso si avrà una visione generalizzata su cui fare supposizioni in un senso o nell'altro.
      Ma ovviamente non significa affatto che si debba per forza condividere la spiegazione qui riportata: si avranno soltanto più basi per farsi un'idea.
      Grazie per seguire il blog e continui pure a commentare.
      Saluti

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  2. Buona sera Israeli. Di recente mi sono imbattuto nel tuo blog ed ho cominciato a leggere alcuni dei tuoi articoli. Comincio a trovare interessanti e condivisibili diversi punti e spunti di riflessione.
    Rimango comunque dell'opinione che il territorio dell'attuale stato di Israele non abbia un'importanza così centrale nelle profezie della Bibbia ma sia un territorio come un altro. Potrei portarti molti riferimenti scritturali che mi sembrano contraddire la tua conclusione. Ad esempio Gesù disse alla samaritana: "Viene il momento in cui l'adorazione di Dio non sarà più legata a questo monte o a Gerusalemme" (Giov. 4:21, 22; TILC). Cosa c'entra la "terra promessa" coi cristiani? La geografia non mi sembra abbia più a che fare con la nostra salvezza... (Ritengo inoltre che le argomentazioni presentate sul libro "Ragioniamo" siano altrettanto convincenti: https://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/1101989241 )
    Sono aperto al confronto Israeli, e non smettiamo di ri-cercare la verità! "In realtà Dio non è lontano da ciascuno di noi" (Atti 17:27; TILC)
    Saluti, Acalia

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    1. (Prima parte) Ti ringrazio, Acalia, per il tuo commento.
      In merito alla scrittura che citi, Giovanni 4:21, 22, Gesù dice alla samaritana che l'adorazione di Dio non sarebbe più stata legata a "questo monte o a Gerusalemme" ed infatti questo articolo non lo discute affatto.
      Se così non fosse, la vera adorazione sarebbe "morta" alla distruzione di Gerusalemme e il suo tempio ma, come disse l'apostolo Paolo stesso "non tutto Israele è realmente Israele" - Romani 9:6
      Come Gesù stesso disse, il regno dei cieli sarebbe stato loro tolto e sarebbe stato dato ad una nazione che ne avrebbe prodotto i frutti - Matteo 21:43
      Sappiamo che questa "nazione" è presa da ogni tribù, popolo e lingua e la storia stessa del cristianesimo lo conferma - Atti 10:34
      Questo non è affatto in contraddizione con ciò che sappiamo della vera adorazione.
      Detto questo, però, bisogna rispondere ad alcune domande.
      Daniele 11:44 è una profezia passata oppure è futura?
      Parlando dell'ultimo scontro tra re del nord e re del sud, nonché del "tempo di angustia" e di Michele... sembrerebbe proprio una profezia futura, non è vero?
      Sembrerebbe parlare di Armaghedon?
      Se è futura, in che senso questo re pianta le sue tende sul "monte dell'Adornamento"?
      Sullo stesso ragionamento potremmo dire... "Se Israele è davvero una nazione come un'altra... perché specificare che questo re pone le sue tende sul monte dell'Adornamento? E' ancora il monte dell'Adornamento?"
      Potremmo ipotizzare che porre le tende sul monte dell'Adornamento sia un modo come un altro per dire che entrerà a gamba tesa nella vera adorazione... ma questa ipotesi non regge a molte riflessioni scritturali.
      Possiamo vedere che questo è stato specificato più volte da Daniele. Questo re, in effetti, "getta a terra la verità" - Daniele 8:9-12
      Dopo aver spiegato che questo re avrebbe avuto successo (e vincerà anche la guerra), perché aggiungere questo "particolare"?
      Inoltre riflettiamo sulle parole di Paolo quando parla dell'uomo dell'illegalità.
      Quando inizia a manifestarsi l'uomo dell'illegalità?
      Secondo lo schiavo, esso si rivela dopo la morte dell'ultimo apostolo, non è vero?
      Se è così... perché l'apostolo Paolo disse, dopo aver chiaramente specificato che questa entità si sarebbe innalzata contro ogni dio o oggetto di riverenza si sarebbe anche messo a sedere nel tempio del Dio? - 2 Tessalonicesi 2:3, 4
      Quale tempio e quale Dio?

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    2. Se l'apostolo Paolo si riferiva al tempio di Gerusalemme, allora questo uomo dell'illegalità sarebbe durato appena una decina d'anni (la lettera è stata scritta nel 55-56 e la distruzione di Gerusalemme avviene nel 70).
      E' assurdo che l'apostolo Paolo parlasse del tempio di Dio che, da lì a poco, non sarebbe più esistito.
      Tra l'altro l'apostolo parla "riguardo alla presenza del nostro Signore Gesù Cristo e al nostro radunamento presso di lui".
      Cito: "La geografia non mi sembra abbia più a che fare con la nostra salvezza..." ed infatti in questo articolo non si lega la salvezza al territorio di Israele.
      Il radunamento verso Israele, infatti, avverrebbe dopo la distruzione di questo sistema di cose, cioè su quei "luoghi - un tempo - devastati che saranno abitati di nuovo" - Ezechiele 38:12
      La salvezza dipenderà esclusivamente dalla relazione con Geova, dall'aver lavato le proprie vesti nel sangue dell'Agnello - Rivelazione 7:14
      Se riusciamo a distinguere l'adorazione dal territorio geografico, c'è qualche scrittura, nella Bibbia, che dice che il territorio di Israele (non il popolo di Israele) sarebbe stato abbandonato?
      Al contrario ce ne sono tante che spiegano che sarebbe stato "ripopolato" ma se ogni volta che leggiamo questo pensiamo "sarà simbolico" beh... allora forse dobbiamo semplicemente liberarci da certi condizionamenti.
      Inoltre... nel capitolo 11 di Daniele, gli ultimi versetti, c'è una differenza tra coloro che "hanno lasciato il patto santo" e coloro che "agiscono malvagiamente contro il patto"?
      Se coloro che agiscano malvagiamente contro il patto è la cristianità... chi sono coloro che l'hanno lasciato? Si parla chiaramente di due gruppi distinti (ed infatti anche il trattamento loro riservato dal re del nord è molto diverso tra i due gruppi).
      Ti invito dunque a valutare anche l'articolo intitolato "Israele è davvero una parentesi chiusa?" ed anche l'articolo "Il tempio sarà ricostruito?".
      Detto questo, se hai delle scritture che potrebbero inficiare questa interpretazione, sarò felice di valutarle attentamente.
      Se vuoi puoi anche scrivermi al mio indirizzo privato che è israeli.bar.avaddhon@gmail.com
      Grazie, Acalia, continua a seguire i post e a scrivere quello che pensi

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  3. Israeli, la tua risposta è sincera. E questo, al di là dell'essere d'accordo o meno, mi compiace molto.
    Ora risponderò a quattro punti che hai citato.

    Punto 1) Hai fatto riferimento al "monte dell'Adornamento". Pensi perciò che sia del tutto escluso che questo sia un monte simbolico e che, appunto, sia l'immagine di una realtà diversa? Provo a mettere sul piatto dei versetti e fare ulteriori riflessioni.
    Tu dici che "il radunamento verso Israele avverrebbe dopo la distruzione di questo sistema di cose", quindi dopo Armaghedon immagino che intendi. Ebbene, interroghiamoci su come conciliare quello che dici con queste parole: "E deve avvenire nella parte finale dei giorni [quindi prima di Armaghedon] che il monte della casa di Geova [il monte dell'Adornamento, no?] sarà fermamente stabilito al di sopra della cima dei monti [può essere letterale?], e sarà certamente innalzato al di sopra dei colli [può essere letterale?]; e a esso dovranno affluire tutte le nazioni [può essere letterale?]. E molti popoli certamente andranno e diranno: “Venite, e saliamo al monte di Geova, alla casa dell’Iddio di Giacobbe; ed egli ci istruirà [perciò questa è gente che non è ancora istruita, non adora ancora Geova] intorno alle sue vie, e noi certamente cammineremo nei suoi sentieri”. Poiché da Sion uscirà la legge, e la parola di Geova da Gerusalemme [se nello stesso contesto si parla di cose simboliche, come può essere questo letterale?]. Ed egli certamente renderà giudizio fra le nazioni e metterà le cose a posto rispetto a molti popoli [dimostrazione che questo salire sul monte avviene prima di Armaghedon]. E dovranno fare delle loro spade vomeri e delle loro lance cesoie per potare. Nazione non alzerà la spada contro nazione, né impareranno più la guerra" (Isaia 2:2-4).
    Inoltre l'apostolo Paolo (benché il tempio era ancora lì intatto a Gerusalemme) disse ai cristiani, parlando al tempo presente: "Vi siete accostati al monte Sion e alla città dell’Iddio vivente, la Gerusalemme celeste" (Ebrei 12:22). Non è assolutamente lampante che Sion e Gerusalemme siano luoghi simbolici? Ciò è confermato da quest'altra visione evidentemente celeste: "E mi portò nella potenza dello spirito su un grande e alto monte, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da Dio" (Rivelazione 21:10).

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    1. Ti ringrazio, Acalia, per questo scambio.
      "Pensi perciò che sia del tutto escluso che questo sia un monte simbolico".
      Esatto, il monte dell'Adornamento è il Monte Moria, dove sorgeva il tempio di Gerusalemme, monte che poteva avere diecimila significati e implicazioni ma che non era affatto simbolico.
      Questo blog ha ridiscusso, tra le mille altre cose, anche l'adempimento di Isaia 2:2-4.
      L' articolo che ne parla si intitola "Quali nazioni scompaiono ad Armaghedon?" (articolo che spiega, tra le altre cose, chi è Gog di Magog).
      Puoi trovare questo articolo al seguente link
      http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/06/quali-nazioni-scompaiono-ad-armaghedon.html
      Tale articolo, sia che tu possa trovarlo condivisibile o meno, dovrebbe rispondere anche se può essere letterale che tale monte venga "innalzato" al di sopra degli altri.
      "se nello stesso contesto si parla di cose simboliche...". Quali sono le cose simboliche?
      "Ed egli certamente renderà giudizio fra le nazioni e metterà le cose a posto rispetto a molti popoli [dimostrazione che questo salire sul monte avviene prima di Armaghedon]".
      E' chiaro che se ridiscutiamo la parte "fondante" di questa profezia, cioé Armaghedon e le sue conseguenze, dobbiamo vedere se l'articolo che lo ridiscute, benché rappresenti uno tsunami interpretativo, meriti attenzione. La Gerusalemme celeste non è un luogo "simbolico" ma "spirituale" e i due termini non sono sinonimi.
      La scrittura dice "Ma vi siete accostati al monte Sion e alla città dell’Iddio vivente, la Gerusalemme celeste, e a miriadi di angeli, in generale assemblea, e alla congregazione dei primogeniti che sono stati iscritti nei cieli, e a Dio Giudice di tutti, e alle vite spirituali dei giusti che sono stati resi perfetti, e a Gesù mediatore di un nuovo patto, e al sangue di aspersione, che parla in modo migliore [del sangue] di Abele".
      Gli angeli sono simbolici (cioé significano soltanto qualcosa) oppure sono letterali (cioé esistono veramente)?
      Gesù non è "simbolico", non è vero?
      Allo stesso modo la Gerusalemme celeste è una città letterale così come sono letterali gli angeli (anch'essi accostati a tale città) e com'è letterale Gesù Cristo.
      Semmai sono "spirituali" e quindi di sorta diversa da quella carnale; cose di cui non possiamo avere una comprensione completa ma spirituale non è l'opposto di "letterale" (semmai è l'opposto di carnale).
      Gli unti si sono accostati a tale città nel momento in cui hanno ricevuto la "cittadinanza celeste".
      Al contrario la scrittura dimostra che Sion è ancora nella "città dell'Iddio vivente" e che Gerusalemme scenderà "dal cielo, da Dio".
      A questo riguardo ti invito a vedere anche i seguenti articoli (ovviamente spero che avrai guardato anche quelli menzionati nella mia risposta precedente).

      http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/06/la-nuova-gerusalemme.html

      http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/08/chi-e-gog-di-magog.html

      Ti ringrazio sinceramente per questo scambio perché potrà accrescere entrambi.
      Io sono ovviamente convinto di quello che ho scritto (diversamente non avrei mai aperto questo blog) ma desidero sinceramente che sia la Bibbia a parlare.
      Se attraverso la Bibbia arriviamo ad una visione condivisa, dovessi anche ritrattare gran parte di ciò che ho scritto, sarà un vantaggio per tutti. Significherà essersi accostati maggiormente alla verità.
      Comunque ti invito a rimettere in discissione tutte le verità acquisite che ci portano involontariamente a fare collegamenti più o meno inconsci ed impedendo di fatto il semplice fluire della scrittura e anche a valutare se certe cose le abbiamo considerate "simboliche" semplicemente perché "troppo assurde per essere vere" - Confronta Luca 1:37; Zaccaria 8:6; Giobbe 42:2






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  4. Punto 2) Citi 2 Tessalonicesi 2:3, 4 e chiedi: "Quale tempio e quale Dio?"
    Quale Dio? Geova! In greco è scritto che l'uomo dell'illegalità si siede nel tempio di "tou theou", cioè "il Dio", e "il Dio" nella Bibbia è solo Geova. Infatti "tou theou" è scritto anche in Giovanni 1:1, "la Parola era con tou theou".
    Quale tempio? Ebbene, l'apostolo Pietro disse che i cristiani sono "edificati come una casa spirituale" (1 Pietro 2:5). L'apostolo Paolo, dal canto suo, dice che i cristiani devo essere "un luogo che Dio abiti mediante lo spirito" (Efesini 2:22). Ma fu pure più esplicito parlando di loro come "l'edificio di Dio" o "tempio di Dio" (1 Corinti 3:9, 16, 17). Perciò, quale tempio? La congregazione dei cristiani unti nel tempo della fine.

    Punto 3) Dici che ci sono tante scritture che dice che il territorio di Israele sarebbe stato ripopolato. E quindi? Un giorno questo ripopolamento sarà letterale. E allora? Le profezie del ripopolamento che citi si adempiranno letteralmente nel nuovo mondo. Anche nell'attuale territorio di Israele ci saranno veri adoratori di Dio. Chi lo nega?

    Punto 4) "Se coloro che agiscano malvagiamente contro il patto è la cristianità... chi sono coloro che l'hanno lasciato?" Ecco, non ho capito cosa intendi con questa domanda e cosa c'entra col nostro argomento. Perdonami. Fammi capire.

    Saluti, Acalia

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    1. In risposta al punto 2. Esatto. Geova è il Dio di cui parla (era retorica la domanda) e il "tempio del Dio" non può essere il tempio di Gerusalemme che venne distrutto nel 70 E.V. Non è neppure il luogo dove Dio abita secondo lo spirito perché l'uomo dell'illegalità è una mistificazione, un inganno. Ma anche questo è trattato in maniera approfondita in uno degli articoli citati.
      In risposta al punto 3. In merito al "ripopolamento di Israele" si nota chiaramente la distinzione esistente tra "Israele" e il resto delle nazioni (sì, dopo Armaghedon). Questo puoi vederlo in maniera interessante anche in Ezechiele 38 e 39 (capitoli che menzionano l'attacco di Gog di Magog che secondo l'intendimento attuale dovrebbe avvenire alla fine dei mille anni) e dove si parla del popolo che dimora al sicuro e senza sbarra e porte (Israele). Anche questo articolo è approfondito in uno degli articoli citati.
      In risposta al punto 4. Tutta questa "discussione" parte da un'obiezione originale: Israele non ha tutta questa importanza nell'adempimento delle profezie. Da questo nasce la necessità di individuare il monte dell'Adornamento in qualcos'altro e rendere tutte le profezie riguardanti Israele future o simboliche. Se, però, una profezia riguardante il tempo della fine (e quindi ben oltre il 70 E.V.) menzionasse ancora gli ebrei, allora significherebbe avere una certa importanza e questo include, per forza di cose, anche il loro territorio. La profezia di Daniele menziona "quelli che hanno lasciato il patto santo" (gli ebrei) in relazione all'ultimo re dominante il quale agisce nel tempo della fine. Se è così (SE) allora Israele ha ancora una notevole importanza e questo include il monte dell'Adornamento e tutte le profezie relative al Regno Millenario che menzionano il ripopolamento di Isarele

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