Prossima fermata: Israele

Nel nostro percorso di studio delle profezie, così come già visto in vari articoli precedenti, ci sarà capitato di imbatterci in qualcosa che non avremmo creduto possibile.
L’intendimento su Babilonia la Grande nonché quello relativo ad Armaghedon, alla Gerusalemme di sopra o alla Gerusalemme Celeste hanno costituito in effetti grandi cambiamenti nell’intendimento ufficiale dei testimoni di Geova.
Non si possono ignorare gli effetti a catena che questi “cambi di visione” hanno prodotto e continuano a produrre su molte altre dottrine più o meno importanti.
L’autore di questo blog vorrebbe innanzitutto chiarire che tutte le tesi presentate finora non sono mai state considerate ispirate né infallibili e quindi ogni lettore è invitato a fare le proprie valutazioni (e magari a dare il proprio contributo) confrontando e meditando sulle Scritture senza alcun pregiudizio.
Nello stesso tempo, però, l’autore è altrettanto convinto che gli articoli abbiano mostrato rispetto per la Bibbia e l’abbiano utilizzata come guida e autorità suprema.
Ogni affermazione, tutte le volte che è stato possibile, è stata accompagnata o avvalorata da una o più Scritture e quindi, benché certi argomenti andassero contro l’insegnamento ufficiale, si è ritenuto di farlo in buona coscienza.
L’eventuale ferma convinzione dell’autore nonché certe espressioni categoriche utilizzate si devono esclusivamente a questo: l’appoggio della Scrittura – Giovanni 17:17; 2 Timoteo 3:16, 17; 2 Corinti 10:4, 5
L’articolo che si andrà a sviluppare adesso, consisterà anch’esso in un notevole cambio di visione e si vedrà come, cambiando le premesse, diventano reali o possibili anche scenari che, fino all’altro ieri, avremmo considerato davvero inverosimili – Giobbe 42:2; Marco 10:27
La cosa più saggia che ognuno di noi può fare è valutare che ogni tesi presentata sia davvero in armonia con la Scrittura, e nient’altro, senza richiudersi a guscio o ridimensionare la potenza di Dio a quello che noi riteniamo possibile – Marco 12:24; Giobbe 38:4



Cosa sappiamo per certo della battaglia di Armaghedon?



Cosa sappiamo della guerra di Armaghedon?
Parlando della guerra del gran giorno dell’Iddio Onnipotente, cosa sappiamo per certo? - 1 Tessalonicesi 5:21
Ebbene, sappiamo che non è la distruzione totale dovuta ad una guerra umana, ad un brillamento solare, ad un meteorite o altre sciocchezze hollywoodiane – Isaia 45:18; Salmo 78:69; Ecclesiaste 1:4
Sappiamo che è la guerra cruciale in cui Dio si vendica dei propri nemici e dei nemici del Suo popolo - Salmo 2:3-6; Sofonia 1:18; Zaccaria 2:8
Sappiamo anche che è l’occasione in cui Geova si magnifica e si fa conoscere di fronte alle nazioni – Ezechiele 36:22, 23
E’ la guerra che libererà il Suo popolo dall’oppressione e dalla schiavitù e darà finalmente inizio al Regno Millenario – Esodo 15:11-13; Rivelazione 7:10
Queste sono le informazioni certe.
Per il resto, quando accadrà, che mezzi userà, quale scenario si presenterà poco prima dello scoppio di tale guerra etc., si fanno soltanto supposizioni.
Una di queste supposizioni, che sembra avere dalla sua una logica stringente, è che il luogo che in ebraico è chiamato Har-Maghedon, non sia un luogo letterale ma una situazione.
In pratica sarebbe la situazione in cui tutti i nemici di Dio si trovano a combattere contro il Suo Popolo, ovunque esso si trovi.
Questa conclusione sembra assolutamente logica perché come potrebbe una guerra di tali proporzioni, la quale dovrebbe comprendere tutta l’umanità e quindi miliardi di persone, svolgersi in una zona geografica così ristretta?
È assurdo anche solo pensarlo.
Tuttavia prima di chiudere le nostre facoltà di percezione a qualsiasi argomento contrario proviamo a considerare quanto segue – Giacomo 1:19
Innanzitutto abbiamo visto che la guerra tra il re del nord e il re del sud, che è una profezia a venire, potrebbe ridimensionare parecchio il numero delle persone presenti sulla terra compresi i rispettivi eserciti – confronta Rivelazione 6:3, 7, 8
E’ un argomento crudo di cui non vorremmo parlare ma le profezie sembrano chiare.
Questo argomento è stato trattato in vari articoli precedenti tra cui quello intitolato “Chi è il corno che si fece grandissimo?”.
Inoltre, come abbiamo visto nell’articolo intitolato “Quali nazioni scompaiono ad Armaghedon?”, sappiamo che la guerra di Armaghedon non distruggerà tutte le nazioni e tutte le persone del pianeta.
Questa guerra distruggerà in effetti il sistema satanico che comprende la bestia selvaggia, i re della terra e i loro eserciti – 1 Giovanni 3:8
Vista in quest’ottica, forse il fatto che questa guerra possa combattersi in un luogo specifico e relativamente ristretto diventa una possibilità?
Inoltre è necessario fare un paio di precisazioni.
Har-Maghedon, che significa “Monte di Meghiddo”, non è un riferimento specifico a quel “tell” che si vede nel volume 1 del libro “Perspicacia” (pagina 953 nell’edizione in lingua italiana).
Quello che si vede in fotografia è ciò che resta dell’antica Meghiddo, collinetta costruita su 26 strati di rovine di antiche città.
Quella è “Meghiddo” ma dov’è il suo monte?
Dal momento che non c’è alcun monte che si chiama “Monte di Meghiddo” proviamo a fare delle supposizioni senza concludere prematuramente che tutto l’argomento sia simbolico.
Meghiddo si trova all'ingresso del passo attraverso la catena del Monte Carmelo, che sovrasta la valle di Esdraelon da sud-ovest.
Quindi il Monte di Meghiddo potrebbe essere il Monte Carmelo (confronta 1 Re 18:19, 20; Geremia 46:18; Amos 1:2; 9:3; Naum 1:3, 4) e potrebbe includere tutta la campagna collinosa che circonda la valle di Meghiddo, cento chilometri a nord di Gerusalemme, compresa la valle di Esdraelon.
Lo spazio è notevole ma prima di ipotizzare qualsiasi calcolo proviamo a chiederci secondo quale logica o per quale motivo i re della terra dovrebbero/potrebbero trovarsi lì.
Ad un giudizio superficiale sembrerebbe una cosa proprio stupida.
I re della terra e i loro eserciti non potranno combattere contro Cristo e i suoi eletti (anche se ci proveranno – confronta Rivelazione 19:19, 20) e quindi è evidente che se la prenderanno con il Suo popolo.
Perché, dunque, concentrarsi in un’unica zona della terra (qualunque essa sia) per tentare di distruggere il popolo di Dio se esso si trova in tutta la terra abitata?
La risposta potrebbe trovarsi in un articolo già trattato in questo blog.
Nell’articolo intitolato “I tempi fissati delle nazioni” ( http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/08/i-tempi-fissati-delle-nazioni.html ) abbiamo visto che la terra scelta da Dio per il Suo popolo è ancora la Terra Promessa e il radunamento verso Israele sarà letterale.
L’articolo in parte diceva Quando le nazioni avranno esaurito il loro tempo, che comprende sia il calpestamento di Gerusalemme che la persecuzione, inizierà Armaghedon che distruggerà questa bestia e tutti i popoli compatti nel combattere contro l’Agnello.
In quel momento Gerusalemme sarà stata liberata e il popolo di Dio, dopo il necessario periodo passato nelle “stanze interne”, potrà dirigersi verso quel paese che fa ancora parte della promessa e dove in breve tempo ricomincerà a scorrere latte e miele – Isaia 26:20”
Cosa abbiamo visto finora?
Abbiamo visto che Babilonia la Grande è la moderna Israele apostata ma questo ha a che fare con le persone che la occupano, non certo con la zona geografica che, di per sé, non può avere meriti né colpe – Zaccaria 5:6-8
Quindi, una volta che Israele sarà liberata da Babilonia la Grande, Geova ricondurrà il Suo popolo in quella terra che porta il Suo nome e che sarà abitata di generazione in generazioneGioele 3:20
La domanda cruciale è dunque: questo radunamento e conseguente esodo verso la Terra Promessa inizierà dopo Armaghedon o al suo appressarsi?
Alcune scritture fanno pensare che ciò avvenga poco prima della battaglia finale.
Come possiamo dirlo?
Abbiamo visto che durante l’ultima guerra tra il re del nord e il re del sud, alcune nazioni riescono a scampare – vedi Daniele 11:41
La scrittura menziona Edom, Moab e Ammon e, guarda caso, queste sono le stesse nazioni in cui una parte del popolo di Israele trovò riparo in passato – confronta Salmo 60:8, 9; Isaia 16:4; Geremia 40:11
La conclusione logica è che il popolo di Dio sopravvissuto alla guerra, dal momento che dovrà riabitare Israele ormai liberato dalla Grande Meretrice, si trovi in prossimità della Terra Promessa almeno qualche tempo prima della battaglia finale.
Questa situazione sarebbe inoltre simile a quanto già successo in passato ma su scala molto più grande.
Se il radunamento avviene prima di Armaghedon, ecco che diventa logico e plausibile che i “re della terra” si radunino nel luogo che in ebraico è chiamato Har-Maghedon.
Ciò avviene per impedire il raggiungimento della Terra Promessa (e ucciderli tutti in una sola volta – confronta Salmo 2:1-6 ) o semplicemente per ucciderli una volta raggiunta.
Questa ipotesi rende ragionevole non solo il letterale radunamento dei re e degli eserciti ma anche il luogo specifico del raduno.
Proviamo, per un momento, a leggere Rivelazione come se fosse la prima volta e come se non ci avessero insegnato nulla.
La scrittura dice “E vidi uscire dalla bocca del dragone e dalla bocca della bestia selvaggia e dalla bocca del falso profeta tre impure espressioni ispirate [che sembravano] simili a rane. Esse sono, infatti, espressioni ispirate da demoni e compiono segni, e vanno dai re dell’intera terra abitata, per radunarli alla guerra del gran giorno dell’Iddio Onnipotente ( … ) E li radunarono nel luogo che in ebraico si chiama Har-Maghedon” - Rivelazione 15:13, 14, 16
Senza fare alcuna disquisizione sui termini e su cosa significa cosa, la prima immagine che verrebbe in mente sono i re che vengono radunati da qualche parte, non è vero?
La scrittura dice infatti che queste rane “li radunarono” cosa che fa pensare, appunto, che questi re si dirigano verso un luogo specifico.
In fondo non abbiamo mai fatto disquisizioni sul concetto che queste rane vadano effettivamente dai re della terra; non abbiamo mai ipotizzato che il loro andare dai re della terra fosse simbolico perché è evidente che, se questi re vivono in nazioni diverse e distanti tra loro, queste rane devono andare ossia dirigersi verso di loro.
Però abbiamo ridiscusso che i re vadano da qualche parte.
Quindi le rane vanno in senso letterale (devono pur raggiungere questi re) mentre i re vanno in senso simbolico. Cioè non vanno da nessuna parte.
La domanda che verrebbe spontanea a chi non conoscesse nulla delle questioni in ballo sarebbe… “Perché i re della terra, all’approssimarsi della guerra, vanno nel luogo che si chiama Har-Maghedon (qualunque luogo sia)?”
In uno scenario di guerra, la risposta diverrebbe semplice: perché l’oggetto della contesa si trova in quella zona o in prossimità di quella zona.
Qualunque nazione che mettesse il suo esercito ai confini di un’altra nazione lancerebbe un messaggio forte e chiaro.
Si sta preparando per la guerra.
In questo caso, però, la questione non riguarda la conquista del territorio di Israele (che, come sappiamo, è ormai ridotto ad un cumulo di rovine) ma lo sterminio del popolo che intende risiedervi – Salmo 2:1-4
Infine dobbiamo distinguere i re della terra dai loro eserciti.
La scrittura di Rivelazione dice che solo i re della terra vengono radunati ad Har-Maghedon.
Quanti saranno i re della terra, al seguito dei loro ministri, i loro funzionari a vario titolo, le loro guardie del corpo etc?
Qualche migliaio?
Qualche decina di migliaia?
Tutta la zona collinare del Carmelo e della valle di Esdraelon è sufficiente per ospitare qualche decina di migliaia di persone?
Ovviamente sì, anche solo il Carmelo.
Dove saranno e per quale aerea si estenderanno invece gli eserciti?
Non abbiamo una risposta precisa ma possiamo fare dei ragionamenti in base a quello che sappiamo dalle scritture.
Già la semplice distinzione, che forse in pochi hanno notato, tra i re della terra e i loro eserciti, dovrebbe far cadere ogni ipotesi “dell’impossibilità dell’evento” perché se la Bibbia non specifica l’area di estensione degli eserciti essi potrebbero davvero essere centinaia di milioni e anche miliardi di persone.
La battaglia finale si svolgerebbe “attorno al Monte di Meghiddo” per un’area indefinita (perché non potrebbero coprire tutta l’Arabia Saudita, Sudan, Egitto, Siria ed Iraq ad esempio?) il popolo di Dio sarebbe comunque circondato, la scrittura non verrebbe meno e Geova si innalzerebbe al di sopra delle nazioni.
Quindi, a prescindere da tutti i ragionamenti appena fatti, se la Bibbia non specifica l’estensione degli eserciti schierati contro il popolo di Dio, tutto il discorso sulla sicura simbolicità della scrittura decade o quantomeno non è così ragionevole come inizialmente poteva sembrare.
Cercheremo comunque di “costruire” l’estensione di questo esercito solo in base a quello che conosciamo e tenendoci il più stretti possibile affinché tutto il discorso acquisisca pesantezza e sia davvero la Bibbia a parlare – Romani 3:4
In merito all’ultimo re dominante descritto in Daniele capitoli 11 e 12 sappiamo che egli porrà le sue tende “tra il mare grande e il santo Monte dell’Adornamento” - Daniele 11:45
Dopo questo avvenimento “dovrà pervenire alla sua fine, e non ci sarà per lui soccorritore” e quindi si comprende che il “piantare le tende” è l’ultima azione che egli compie prima della sua definitiva distruzione.
Abbiamo anche visto che la distruzione di Babilonia la Grande (ovvero la nazione di Israele) è il preludio ad Armaghedon e non alla grande tribolazione.
Di conseguenza l’esercito dell’ultimo re dominante dovrebbe essere già presente sul territorio di Israele prima della battaglia finale* (vedi la nota in calce).
Egli deve semplicemente aspettare che sopraggiungano tutti gli altri (è da notare, infatti, che la scrittura che prevede il radunamento dei re della terra ad Har-Maghedon non fa alcuna menzione della bestia selvaggia; egli non viene menzionato perché è compreso tra i vari re o semplicemente perché si trova già lì?).
Comunque per il momento non sappiamo se questo immenso esercito si porrà come scudo per impedire l’arrivo in Israele o se aspetterà che “il popolo radunato da tutta la terra” entri effettivamente nel paese per poi circondarlo – vedi ad esempio Gioele 3:9-12; Neemia 6:16; Salmo 44:13; 59:5, 6; 76:11, 12; 97:1-3; Geremia 1:14-16; 6:25; 25:9; Lamentazioni 1:17
Per il momento possiamo immaginare entrambe le situazioni dal momento che i concetti non cambiano.
Quindi, per ostruire qualunque via d’accesso al popolo che sta per arrivare, gli eserciti dovranno coprire Israele almeno per l’intera sua lunghezza.
Questo vi sembra ragionevole?
Quindi dobbiamo ipotizzare un’estensione che va dal Mare Grande (il mediterraneo) fino al monte dell’Adornamento ad ovest di Israele e un’estensione almeno simile al lato est di Israele (per quanto riguarda la larghezza).
Quindi una lunghezza almeno pari a quella di Israele se non di più.
Di che area stiamo parlando?
Possiamo solo fare una stima ma un territorio pari al doppio dell’attuale Israele dovrebbe coprire un’area di 45/50.000 km quadrati.
Tenendo a mente questo, adesso ipotizziamo quanto potrebbe essere imponente questo esercito.
Un sito fa un elenco dei dieci eserciti più numerosi (aggiornato al 2015).
Questo è l’elenco con i rispettivi numeri.

CINA (numero di effettivi: 2.285.000).
STATI UNITI (numero di effettivi: 1.458.000).
INDIA (numero di effettivi: 1.325.000)
COREA DEL NORD (numero di effettivi: 1.106.000)
RUSSIA (numero di effettivi: 1.027.000)
TURCHIA (numero di effettivi: 666.500)
COREA DEL SUD (numero di effettivi: 639.000).
PAKISTAN (numero di effettivi: 617.000)
IRAN (numero di effettivi: 523.000).
EGITTO (numero di effettivi: 468.000) 
 
Il totale sarebbe di poco superiore ai dieci milioni di persone.
Consideriamo inoltre che, come abbiamo visto all’inizio, la guerra tra re del nord e re del sud per allora avrà ridotto grandemente i numeri e almeno una parte delle nazioni sopra elencate potrebbero non esistere proprio più.
A vantaggio dei numeri, però, c’è da dire che in caso di conflitto gli “effettivi” non sarebbero gli unici ad andare in guerra.
I numeri potrebbero essere grandemente sottostimati (c’è da dubitare, infatti, che i numeri ufficiali corrispondano a quelli reali).
Infine dobbiamo considerare che questa è l’ultima mossa di Satana prima d’essere gettato nell’abisso per mille anni per cui avrebbe tutti gli interessi a rendere gli eserciti più numerosi possibile.
Quindi moltiplichiamo per cinque questi numeri e ipotizziamo che l’attacco finale comprenda 50 milioni di militari armati fino ai denti.
L’area che abbiamo stimato potrebbe contenere cinquanta milioni di persone?
Sì e discretamente bene se consideriamo che queste persone si trovano lì non per vivere o soggiornarvi ma semplicemente come militari in attesa di sferrare un furibondo attacco.
Ogni militare avrebbe uno spazio vitale di circa un metro quadro.
Vi ricordate le fotografie in cui Hitler aduna le sue immense truppe?
In quelle grandi adunate c’erano probabilmente tre o quattro persone ogni metro quadro.

Nelle immense adunate di Hitler c'erano probabilmente 3 o 4 persone ogni metro quadro

È evidente che stiamo facendo delle ipotesi e le stime, sia dell’esercito che dell’area militarizzata, potrebbero variare e di molto ma il punto che si vuole illustrare è semplicemente uno.
Nonostante le idee che ci siamo fatti in merito alla guerra di Har-Maghedon, e per quanto esse siano radicate in noi, non possiamo escludere che la battaglia finale si svolga in questa zona geografica e che essa risulterà essere la battaglia più grande della storia dell'umanità.
Anzi, la scritture citate a sostegno dell’argomento lasciano intendere che questa non è semplicemente una possibilità.
Ogni nuovo intendimento, però, può rendere armoniose altre scritture o creare forzature.
Le forzature dovrebbero essere un indicatore che “qualcosa non va”.
Cosa succede con le altre scritture comprendendo che il luogo della battaglia finale sarà un luogo specifico e relativamente ristretto?
Intanto, come abbiamo accennato, questa situazione sarebbe molto simile a svariati episodi biblici che conosciamo – vedi ad esempio Esodo 14:10-14; 2 Re 18:19-25
Geova si esalterebbe in mezzo alle nazioni proprio perché, non essendo realmente tutte distrutte, i popoli e le nazioni lontane parlerebbero di questo avvenimento con terrore e per secoli – confronta Giosuè 2:9-11; Deuteronomio 2:25; Salmo 112:10
Isaia 63:1-6 descrive Geova venire da Edom che, come abbiamo visto, è uno dei luoghi dove il popolo di Dio trova rifugio e da lì inizia a “calcare i popoli nella Sua ira”.
Salmo 2:2 descrive tutti i popoli e i gruppi nazionali uniti “come un sol uomo” e questo dà l’idea che i governanti della terra, e quindi i loro eserciti, siano effettivamente radunati da qualche parte come un solo esercito, una massa unica e compatta.
Infine (ma non “infine” perché troverete molte altre similitudini se avrete voglia di cercarle) diventa improvvisamente chiaro per quale motivo il re del nord rimanga turbato a motivo delle notizie dal levante e dal nord – vedi Daniele 11:44
Finora cosa ci è stato detto?
In parole povere… ci è stato detto che non lo sappiamo.
Nel libro “Prestate attenzione alle profezie di Daniele” a pagina 283 (edizione italiana) si parla di Gog di Magog (tra l’altro ancora nell’intendimento che esso sia Satana il Diavolo) e il paragrafo 26 conclude con le parole “Ma cosa conterranno alla fine le notizie dal levante e dal nord solo Dio lo stabilirà e il tempo lo dirà”.
Invece comprendendo lo scenario che si verrà a creare poco prima della battaglia finale riusciamo ad intuire per quale motivo questo re è così turbato.
Egli vede il popolo di Dio, che evidentemente credeva d’aver eliminato, radunato ed in cammino verso la Terra Promessa!
Raffiguratevi la scena.
È facile immaginare che egli capisca che c’è Dio, il Vero Dio e non la pagliacciata costruita dal falso profeta, dietro tutto questo.
Nonostante il suo immenso potere e la sua furia egli non è riuscito ad eliminare il popolo di Dio il quale adesso sta raggiungendo la Terra Promessa in adempimento delle profezie bibliche.
Non stupisce che questo causi in lui grande ira ed esca “con gran furore per annientare e votare molti alla distruzione”, ovvero il popolo di Dio lì radunato - Daniele 11:43
Ed ecco spiegato perché egli “pianterà le tende del suo palazzo fra [il] mare grande e il santo monte dell’Adornamento”.
Proviamo un attimo ad immaginarci la scena e a vederci lì, intenti a raggiungere la terra promessa com’erano gli israeliti al tempo di Mosè.
Forse potremmo trovarci imprigionati tra il Mare Grande e l’esercito oppure potremmo essere a pochi chilometri dal confine e vedere “uomini di statura straordinaria”- Numeri 13:33
Forse alcuni di noi, vedendo un esercito così colossale, potrebbero dubitare della potenza di Geova o della sua volontà di proteggerci – Isaia 43:10, 11
Provate ad immaginare quante situazioni descritte nella Bibbia diventerebbero lo specchio di quegli ultimi attimi del sistema di cose.
Non è difficile vedere l’armonia della Parola di Dio e comprendere cosa accadrà se ci liberiamo dai nostri condizionamenti e non associamo a Dio la parola “impossibile”.
Non è una prospettiva meravigliosa?
Un giorno, verso la fine dei terrificanti avvenimenti che dovranno verificarsi sulla terra, qualcuno ci chiamerà per condurci verso la Terra Promessa, ma il viaggio sarà riservato solo a coloro che comprenderanno la profezia e agiranno di conseguenza.
Prossima fermata: Israele.
Prendete il biglietto.
Prenotatevi ora.
Le previsioni dicono che la zona sarà parecchio affollata.


Note in calce.
Ovviamente non sappiamo se l'ultimo re dominante sarà già su Israele prima dell'arrivo del popolo di Dio. Potrebbe trovarsi lì e "attendere" oppure potrebbe ritornare su Israele dopo la distruzione di Babilonia la Grande. 
L'articolo intitolato "1290 e 1335 giorni" mostra una differenza di 45 giorni tra il calpestamento del popolo di Dio e il raggiungimento della sua "felicità" - vedi Daniele 12:12
Questi 45 giorni potrebbero comprendere il tempo del radunamento del popolo di Dio e il conseguente esodo che li porterà a varcare i confini la Terra Promessa. 

E' necessario specificare che anche se l'abbassamento delle acque dell'Eufrate ha a che fare con la distruzione di questi popoli e non semplicemente con la perdita delle difese, ciò potrebbe riferirsi ai popoli che circondano Israele e non con Israele - confronta Gioele 3:4
Questo potrebbe significare che il versamento della sesta coppa dell'angelo non sia ancora l'effettiva distruzione di Babilonia la Grande e quindi il popolo di Israele potrebbe essere ancora vivo e attivo quando il popolo di Dio si avvicinerà ad esso per "ripopolarlo".
Per quanto questa eventualità possa sembrare strana, ciò sembra essere in armonia con Rivelazione 16:19 che dice che Dio si sarebbe ricordato di Babilonia "per darle il calice del vino del furore della sua ira" e leggendo il contesto ciò accade durante o in prossimità del giudizio di armaghedon - confronta Rivelazione 16:13
Altre Bibbie traducono in modo simile e quindi sembrerebbe evidente che quando le nazioni si radunano ad Armaghedon Dio debba ancora versare il suo furore su Babilonia la Grande.
Se questo intendimento è corretto, quando il re del nord "uscirà con gran furore per annientare e votare molti alla distruzione" è possibile che nel suo accecante furore egli vada a colpire prima quella nazione che era stata da sempre la loro amante - confronta Rivelazione 18:10, 15, 18 (vedi anche Zaccaria 14:13, 14)
E ovviamente ciò avverrà per volontà di Dio - Rivelazione 17:17
Questa possibilità rende molto probabile la situazione in cui il popolo di Dio si trovi effettivamente bloccato tra Israele (ancora popolato) e tutti gli eserciti del mondo.

Commenti

  1. Ciao Israeli, l'ipotesi che la battaglia di Armaghedon possa avvenire proprio nel territorio descritto dalla Bibbia, luogo tra l'altro di numerose battaglie importanti nella storia di Israele, trova certamente il conforto delle scritture. Il fatto che però ci siano molti modi di intendere un versetto bibblico anche se coerenti secondo una certa logica mi fa capire sempre più quanto sia necessario che Dio ci indichi la giusta via! Come lo farà? Non so rispondere.

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    1. Credo che il modo migliore per convincersi che un determinato intendimento sia corretto, una volta abbandonati i pregiudizi, sia vedere l'armonia con le altre scritture che magari non trattano specificamente quell'argomento ma che in qualche modo ne sono collegate. Ovviamente sono pronto a ritrattare qualsiasi conclusione alla luce delle scritture ma di fatto (almeno per ora) molte di quelle scritture che prima erano lasciate nel dubbio (o semplicemente senza alcuna spiegazione) iniziano a collimare e a formare un quadro coerente e molto più ampio. Per fare solo qualche esempio, nessuno ha spiegato cosa trattino le "notizie provenienti dal lavenate e dal nord" ma comprendendo il letterale ripopolamento di Israele e il luogo della battaglia finale, si comprende molto bene cos'è che lo lascia così "perplesso". In Zaccaria si vede la donna chiamata "malvagità" che, una volta distrutta, viene trasportata "al paese di Sinar (Babilonia)" e nessuno, finora, ci ha spiegato come faceva, questa donna, ad occupare la nazione d'Israele. Nessuno ci ha spiegato com'è possibile che Geova abbia rigettato Israele e nello stesso tempo abbia detto che questa nazione, a motivo del Suo nome, sarebbe stata abitata di generazione in generazione - confronta Neemia 1:9; 2 Re 21:7; Matteo 23:38
      Nessuno ci ha spiegato come "riceveranno le istruzioni" i principi del nuovo mondo e neppure come fanno a "circondare il campo dei santi" quelli chiamati Gog di Magog addirittura nel nuovo mondo (c'è un campo dei santi nel nuovo mondo?)
      Tutto questo collima, senza forzature né contraddizioni, grazie all'intendimento dei soggetti che stanno a monte.
      Ovviamente, ripeto, se con la scrittura dovessi essere persuaso a ritrattare qualche articolo (o anche tutti) sarò felice di farlo ma per il momento l'armonia che sto riscontrando con questi argomenti mi convince d'essere sulla strada giusta.
      Non dimentichiamo di chiedere l'aiuto a Geova e di mantenere il giusto atteggiamento.
      Se siamo arrivati ad una maggiore comprensione delle scritture (SE) il merito è solo del Rivelatore dei Segreti, Geova - Genesi 40:8; Daniele 2:28; Salmo 150:1-6

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