Non permettiamo alla conoscenza di gonfiarci

"La conoscenza gonfia, ma l’amore edifica. Se qualcuno pensa di avere acquistato conoscenza di qualche cosa, non [la] conosce ancora come [la] dovrebbe conoscere. Ma se qualcuno ama Dio, è conosciuto da lui" - 1 Corinti 8:1-3


Ci sarà capitato, almeno qualche volta, di aver visto una rappresentazione televisiva dove il "giovane rampante", magari appena diciottenne, si ritrova improvvisamente miliardario per aver ricevuto una cospicua eredità dai genitori o in qualche altro modo.
Magari abbiamo visto dei ragazzini alla guida di automobili costose, a ricevimenti d'alta classe con abiti firmati e via discorrendo.
Ognuno di noi sarebbe d'accordo nel dire che una persona del genere non ha guadagnato nè si è meritato le ricchezze che ha ottenuto.
Le ha semplicemente ricevute.
Ovviamente sarà molto facile, per una persona del genere, prendere per scontato quello che ha ricevuto e abusare del proprio potere perché questo è il messaggio del mondo di Satana.
Chi ha potere lo usa per schiacciare altri – Ecclesiaste 8:9
Oltre a ciò, l'atteggiamento servile che le persone adotteranno nei suoi confronti da quel momento in poi, non renderà semplice, a quell'ipotetico ragazzo, mantenere il giusto atteggiamento – 1 Timoteo 6:17
Esistono molti tipi di ricchezze ed alcune sono più nobili di altre.
La conoscenza è una ricchezza e quella biblica è la più alta forma di ricchezza a cui possiamo anelare.
Inoltre questa ricchezza è anche più "giusta" perché, a differenza delle ricchezze materiali che possono capitarci "in sorte" come l'esempio del giovane ereditiero e per cui non ha lavorato né faticato, la ricchezza della conoscenza non puoi ottenerla in eredità – Ecclesiaste 2:17-21
Per ottenere questo tipo di ricchezza devi scavare, provare e riprovare, confrontare.
Insomma devi sudare – Proverbi 2:1-5
Ognuno di noi, comunque consideri le ricchezze materiali, sarebbe d'accordo nel dire che "è più giusto" che sia una persona che ha lavorato duramente ad ottenere ricchezze piuttosto uno che non ha mai fatto niente.
La ricchezza della conoscenza biblica è più nobile anche per un altro motivo.
Le ricchezze materiali non guardano se sei una brava o una cattiva persona.
Il semplice fatto di aver "lavorato duramente" non fa di noi delle brave persone.
Potremmo essere semplicemente delle persone materialiste – Luca 12:16-21
Invece la ricchezza della conoscenza biblica non può attirare questo genere di persone innanzitutto perché i benefici non si vedono immediatamente (Ecclesiaste 11:1) ma soprattutto perché non è possibile acquisire questa ricchezza se non la si cerca con i giusti motivi – Matteo 11:25, 26
E' vero che alcune persone hanno costruito la propria "carriera" sulla loro (presunta) conoscenza biblica, ma possiamo onestamente dire che Dio ha dato loro vera conoscenza? - 1 Corinti 1:20, 21
Ed è inutile ricordare che la conoscenza biblica "conserva in vita quelli che la possiedono" cosa che non possono fare le ricchezze di questo mondo – Ecclesiaste 7:11, 12
La conoscenza biblica, dunque, è infinitamente superiore alle altre ricchezze ed è un regalo perfetto da parte del nostro Padre Celeste... ma significa questo che non corriamo il rischio di diventare come quel "giovane rampante"?
E' vero che per acquisire questa conoscenza dobbiamo essere come bambini, ma questa è una garanzia che manterremo sempre questo atteggiamento?
Pensiamo bene ai numerosi esempi biblici che abbiamo.
Potremmo pensare a Saul o a Sebna o a tanti altri esempi esclusivamente negativi ma lo stesso Mosè, che era senz'altro una persona umile, almeno in un'occasione peccò di presunzione – Numeri 20:11, 12

Se siamo troppo "gonfi" non riusciremo a passare per la porta stretta
La conoscenza è un dono di Dio e quindi è un "regalo perfetto" ma non è la bontà del dono a fare di noi automaticamente delle persone migliori – Giacomo 1:5, 17
Non pensiamo d'essere immuni da questo problema perché molto probabilmente non siamo migliori delle persone che Gesù stesso scelse – Luca 9:46
Purtroppo, come esseri umani, siamo inclini a montarci la testa e questo può avvenire in maniera assolutamente inconscia.
Questo a volte si può evincere dal modo in cui usiamo l'espressione "le persone del mondo" indicando coloro che non hanno valori morali (e non è affatto detto che sia così) o che credono in tutte quelle stupidaggini della falsa religione... .
Cosa dimentichiamo, spesso, quando usiamo certe espressioni?
Dimentichiamo che noi stessi siamo persone del mondo che Geova, nella sua immeritata bontà, ha attirato a sé attraverso la Sua santa Parola.
Abbiamo fatto l'errore che avrebbe fatto il presunto giovane ereditero: abbiamo creduto d'aver ottenuto quello che abbiamo ottenuto perché siamo migliori degli altri – Romani 3:23, 24
Insomma ce lo siamo guadagnato – confronta 1 Corinti 4:7
Facciamo molta attenzione a non applicare sempre questi esempi agli altri.
A volte si nota che la presunzione è direttamente proporzionale a quello che si crede di conoscere.
Non è solo "nel mondo" che abbiamo visto personaggi investiti di una certa autorità camminare a due metri da terra, non è vero?
Applichiamo dunque queste informazione a noi facendo un'onesta autocritica.
Grazie allo studio della Bibbia abbiamo compreso molte cose che vanno al di là della conoscenza "standard" di molti nostri fratelli – Salmo 119:98, 99
Qualcuno dirà che soltanto questa affermazione denota una certa presunzione ma è attraverso la Bibbia che si può confermare o smentire una qualsiasi convinzione.
Attraverso la Bibbia siamo e rimaniamo disposti a fare qualsiasi cambiamento se qualcuno ce lo farà notare (a questo riguardo si prega di andare a vedere l'articolo che tratta le linee guida per i commentatori perché anche se è vero che rimaniamo aperti al cambiamento non accettiamo qualsiasi ragionamento o qualsiasi fonte alternativa alla Bibbia).
Comunque in base a quello che abbiamo detto finora, se è vero che la nostra conoscenza, oggi, è superiore a quella dei nostri fratelli (almeno gran parte dei nostri fratelli) anche il rischio di cadere nell'errore di presunzione è decisamente superiore.
Ci sarà sicuramente capitato di aver assistito a qualche studio Torre di Guardia o a qualche discorso pubblico che, in base a quello che oggi conosciamo, non ci è sembrato più "così brillante" come invece avremmo creduto fino a poco tempo fà.
E' scontato che se una Torre di Guardia è dedicata a Babilonia la Grande, tutti i paragrafi che seguiranno faranno ragionamenti bellissimi per dimostrare che essa è l'impero mondiale della falsa religione.
Per coloro che hanno compreso che le cose non stanno affatto così, sarà assolutamente naturale inquadrare tutti i passaggi forzati, tutte le affermazioni non scritturali o tutte le questioni lasciate nel vuoto.
Questo è uno dei vantaggi della conoscenza: vedere oltre tutti i ragionamenti apparentemente solidi.
Forse un fratello farà un commento del tipo "Tutte le profezie si sono ormai adempiute! Aspettiamo solo il grido di pace e sicurezza..." e anche in questo caso sarà naturale pensare a "quanto è ingenuo" il fratello e quanto in realtà abbiano bisogno d'aiuto.
Questo è naturale.
Una volta acquisita una certa ricchezza vorremmo che tutti la condividessero!
Una bellissima particolarità di questa ricchezza è che più la si condivide, più si diventa ricchi – Atti 20:35
Da qui al salto successivo, però, il passaggio è facile.
Basta pochissimo, davvero pochissimo, ad arrivare a sentirci superiori.
Questa è una debolezza che abbiamo acquisito dalla nascita e per cui dobbiamo combattere.
Tutto quello che abbiamo ricevuto non lo abbiamo guadagnato – Salmo 130:3; Romani 7:22-25
E' vero che abbiamo dovuto impegnarci, studiare e scavare... ma non è con la nostra sola sapienza che siamo arrivati a comprendere la Parola di Dio.
In che senso l'atteggiamento di superiorità può insinuarsi in maniera subdoola in noi?

Farò un esempio che mi riguarda personalmente per cui parlerò in prima persona.
Un po' di tempo fa stavo guardando uno dei tanti video presenti nel sito tv.jw.org e il discorso, com'è facile immaginare, era in parte condivisibile e in parte no.
Come nell'esempio fatto su Babilonia la Grande è ovvio che se certe affermazioni risentono di un retaggio culturale che non ci si permette di rimettere in discussione, non tutto quello che verrà detto sarà scritturalmente condivisibile.
Mi sono accorto, però, che il mio atteggiamento era indagatore di "quello che sarebbe uscito di sbagliato".
Mi sono accorto di ricordarmi alla perfezione di tutto ciò che non era proprio scritturale o che si sarebbe dovuto approfonfire meglio... eppure il discorso diceva tantissime altre cose, assolutamente condivisibili e profonde.
Uno degli ultimi discorsi presenti sul sito parla di quanto è sfuggevole il tempo e di come non possiamo tornare indietro per fare le cose che avremmo potuto fare.
Non è un concetto profondo?
Non dovrebbe spingerci a riflettere su come stiamo utilizzando il tempo, tantopiù noi che crediamo d'avere una certa conoscenza biblica?
Sì, è un concetto profondo e questo ci dovrebbe aiutare a ricordare qual è l'unica organizzazione che ci ha insegnato tante cose e che ha posto le basi per comprendere quello che sappiamo.
Ci vengono insegnate ancora tante cose buone e giuste: non prendiamolo per scontato.
È vero che, soprattutto ultimamemente, abbiamo visto tante cose non proprio "a norma", non proprio in armonia con quello che si vede in certe filmati ed è anche vero che nel prossimo futuro potremmo vedere anche di peggio... ma non dimentichiamo qual è l'organizzazione che, fino a prova contraria, è ancora l'organizzazione di Geova.
Non dimentichiamo qual è l'unica organizzazione che è riuscita a portare la buona notizia fino all'estremità della terra (e questo dimostra che ha ricevuto una certa guida e protezione dall'alto) e che non ha insegnato la trinità, la madonna, l'inferno di fuoco o cose di questo genere.
Sappiamo, al di là dei facili proclami delle profezie adempiute, che questa organizzazione dev'essere purificata, disciplinata.
Sappiamo anche che la disciplina potrebbe essere molto più dura di come l'abbiamo immaginata... ma ricordiamo che "disciplina" non è sinonimo di distruzione.
E ricordiamo soprattutto che non siamo noi a stabilire cosa, quanto e in che misura.
Quindi, benché dobbiamo fare attenzione a quello che ci circonda e non fare compromesso con quello che abbiamo imparato, ricordiamoci di mostrare rispetto.
Sarà Geova a portare il cambiamento, non noi.
Noi abbiamo il grandissimo immeritato privilegio di conoscere qualcosa in più della maggioranza dei nostri fratelli ma nessun mandato per giudicare questo o quello – Matteo 7:1
Se siamo consapevoli della differenza che passa tra privilegio e merito, allora useremo il nostro tempo, che non possiamo andare a riprendere una volta passato, per condividere queste ricchezze immeritate con i nostri fratelli e gioiremo vedendo la loro gioia.
Per quanto continueremo a studiare e impegnarci non conosceremo mai tutto quello che c'è da sapere.
Come disse l'apostolo Paolo, "se qualcuno pensa di avere acquistato conoscenza di qualche cosa, non [la] conosce ancora come [la] dovrebbe conoscere".
Ma Dio potrà "conoscere noi" se lo ameremo con tutto il nostro cuore, l'anima, la mente, la forza – Matteo 22:37-40
Non è la fredda conoscenza delle Scritture che ci permetterà di entrare nel Regno Millenario ma l'amore di Cristo che supera la conoscenza – Efesini 3:17-19
Tutto il resto, disciplina e giudizio, lasciamolo a chi è davvero più grande di noi – Isaia 55:9; Galati 6:3
Possa Geova aiutare ognuno di noi a comprendere e soprattutto a ricordare che se Egli per primo non avesse amato noi, nessuno di noi sarebbe qui e non staremmo a discutere di conoscenza, di profezie e di nient'altro - 1 Giovanni 4:10 

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