Vi espelleranno dalla sinagoga

Vi espelleranno dalle sinagoghe. Anzi, verrà il tempo in cui chi vi ucciderà penserà di aver reso sacro servizio a Dio” - Giovanni 16:2

Lo scopo di “attenzioneallaprofezia” è, ed è stato sin dall’inizio, porre un’attenzione maggiore alla profezie bibliche in quanto parte della Parola di Dio “utile per la salvezza” - 1 Tessalonicesi 5:19-21; 2 Timoteo 3:14-17
Come ribadito nell’articolo intitolato “Riconoscere il popolo di Dio attraverso la parola profetica”*, che consiglio di andare a rileggere a chiunque abbia dimenticato i passaggi fondamentali, questo blog non ha mai incoraggiato (mai, neanche una volta) chicchessia a lasciare il popolo di Dio e il motivo è stato argomentato scritturalmente.
Questo sarà l’ultimo articolo che affronterà la questione quindi il lettore è invitato a confrontare le scritture e a meditarci sopra.
Come per ogni altra decisione, ognuno renderà conto a Dio per cui questo articolo non deve essere inteso come una ramanzina verso nessuno.
Partendo dal principio che siamo tutti adulti ed in grado di intendere e di volere, ognuno è incoraggiato a prendere una decisione essendo pienamente convinto nella propria coscienza – Romani 14:4, 10
Indubbiamente comprendere meglio alcune verità della Parola di Dio può causare un certo disagio.
Certo, la sensazione primaria è la gioia perché studiare e imparare dalla Bibbia è solo un privilegio.
È una sensazione meravigliosa comprendere che il nostro misericordioso Padre ci ha mostrato attenzione permettendoci di comprendere meglio i Suoi propositi.
Questa sensazione non ha semplicemente pari!
Tuttavia è anche vero che, comprendendo meglio la Parola di Dio, ci si rende conto che “non tutto” quello che ci era stato insegnato e spacciato per verità indiscutibile era corretto.
È inutile negare che questo ci ha causato e ci causa ancora un certo disagio – Ecclesiaste 1:18
Non solo questo.
Comprendere, oggi più che mai, che non c’è libertà di espressione nel popolo di Dio, ci fa soffrire e ci causa frustrazione tantopiù per chi ha compreso l’estrema importanza di queste informazioni.
Informazioni che vorremmo gridare ai quattro venti e che, invece, siamo costretti a sussurrare nelle maniere più ingegnose possibili.
Forti della conoscenza attuale, è facile prendere per scontato quello che abbiamo ricevuto nel corso del tempo e vedere solo più le cose negative.
A questo riguardo è utile andare a leggere o rileggere l’articolo intitolato “Non permettiamo alla conoscenza di gonfiarci”**.
L’essere umano imperfetto fa molta fatica a mentenere l’equilibrio per cui è utile ripassare quello che questa organizzazione ci ha permesso di comprendere.
All'interno del popolo di Dio si è sempre dato risalto alle buone qualità, all'amore, alla pazienza, alla perseveranza.
Anche se oggi siamo più consapoveli di quanto lo eravamo ieri, gli errori profetici e/o interpretativi non hanno intaccato questi insegnamenti.
In congregazione abbiamo studiato esempi positivi e siamo stati incoraggiati di fronte all'apatia e al disinteresse del mondo.
Abbiamo imparato tante cose come il Nome di Dio, il ruolo di Suo Figlio e tante tante altre cose.
È stato forse il blog "attenzioneallaprofezia" ad insegnarci queste cose?
Chi ci ha spiegato, e bene, il concetto di riscatto di Cristo?
Chi ci ha insegnato l'importanza di predicare?
Chi ci ha fatto conoscere un Dio amorevole, comprensivo e vicino?
Chi ci ha parlato del Regno di Dio come un reale governo e non come una condizione di cuore o, peggio, l’ONU?
Chi ci ha spiegato e ha provato con riferimenti che tutto il mondo giace nel potere del malvagio?
Possiamo continuare a lungo, vero?
Chi ci ha insegnato tutto questo?
Il blog "attenzioneallaprofezia"?
Oppure è stata la congregazione di cui adesso riusciamo a vedere soltanto più i difetti?
Invito i lettori a riflettere attentamente su queste cose e a non prendere decisioni avventate che potrebbero trovare la disapprovazione del nostro amorevole Padre.
Proviamo a meditare attentamente sugli esempi del passato.
Ezechiele disse forse "adesso mi dissocio da questo popolo"?
Lo disse Isaia?
Giovanni il Battista disse mai "questo non è il popolo di Dio" o si limitò a proclamare i suoi messaggi?
Dove sarebbero mai andate queste persone, una volta lasciato Israele? In Egitto? Babilonia?
Eppure Israele molte volte e per molti anni si comportò male ed evidentemente non aveva un intendimento perfetto degli scritti e della volontà di Dio.
Tutti quanti aspettarono Geova e il Suo giusto giudizio – Salmi 42:1-11
Pensiamo, per un attimo, a tutte quelle persone che non conoscono Dio, che credono all'immortalità dell'anima o alla madonna, o all'inferno di fuoco o alla predestinazione… .
Coloro che ci hanno guidato, finora, ci hanno permesso di imparare molte verità preziose.
Anche se oggi abbiamo compreso passi scritturali che prima non erano neppure presi in considerazione, tutto quello che è stato costruito non può passare in secondo piano.
Non diventa tutto errato e la congregazione non diventa tutta corrotta.
Facciamo attenzione a non trarre conclusioni non equilibrate.
Tutti gli articoli di "attenzioneallaprofezia" non sarebbero stati possibili se qualcuno, prima di noi, non avesse gettato le basi per comprendere verità più profonde.
Questa organizzazione è l'unica che è riuscita a portare la buona notizia fino all'estremità della terra e a far conoscere il Nome di Dio.
Anche se ci sono delle cose sbagliate e alcune di queste sono molto importanti, noi non siamo autorizzati a disprezzare quello che è stato fatto nel corso degli anni.
Non dobbiamo pensare che, dal momento che oggi scopriamo molti problemi ed errori sia dottrinali che organizzativi, Dio voglia che ci allontaniamo.
Proviamo a fare un ragionamento scritturale.
Il nostro Signore disse “Vi espelleranno dalla sinagoga” non disse “espelletevi dalla sinagoga” e neppure “trovate una scusa per fravi espellere dalla sinagoga”.
Cerchiamo di notare che c’è una differenza fondamentale in queste espressioni.
Essere espulsi dalla sinagoga sarebbe stata una conseguenza naturale della loro predicazione e non una cosa che si sarebbero cercati volontariamente per “non avere paranoie”.
Riflettiamo su questo e più avanti faremo un doveroso distinguo tra noi e gli apostoli.
Gesù disse molto chiaramente che i maestri della Legge avevano “reso la Parola di Dio senza valore a causa della loro tradizione” (Matteo 15:6) quindi questo, secondo il modo in cui potrebbero ragionare alcuni, sarebbe dovuta essere una ragione più che sufficiente per farsi espellere, non è vero?
Dopotutto fù Gesù stesso a dire quelle parole.
Eppure Gesù disse anche le parole riportate in Matteo 23:1-6
Proviamo a rileggerle e a meditarci su.
Per Gesù era sufficiente che gli scribi e i farisei avessero legato “pesanti carichi” affinché il popolo di Israele non fosse tenuto ad ubbidire?
Al contrario, disse “Fate e osservate tutte le cose che vi dicono”… ovviamente senza fare cose pesantemente contrarie alla Scrittura perché vogliamo ubbidire a Dio come governante anziché agli uomini – Atti 5:29
Lo studio della Bibbia ci ha fatto comprendere che la purificazione dei figli di Levi è ancora futura.
A differenza di quanto ci è stato detto, ciò non è avvenuto nel 1919 ma arriverà a breve.
Da questo dobbiamo prendere atto che non può essere tutto perfetto, tutto come piace a noi, tutto perfettamente scritturale.
Forse dobbiamo abbandonare il popolo di Dio perché non è ancora purificato?
Assolutamente no.
Ragioniamo anche sulla disassociazione.
Se i “maestri” sono coloro che riceveranno un giudizio più severo, questo avviene a motivo dell’insegnamento dato ma anche a motivo della disciplina che avranno “elargito” nel corso della loro carriera, non è vero?
Dunque, se essi riceveranno un giudizio più severo a motivo di un’eventuale disciplina sbagliata (che può includere una disassociazione), noi non riceveremo giudizio se ci dissociamo?
Forse qualcuno potrebbe pensare che dal momento che i profeti dell’antichità non si fecero mai problemi a gridare la verità ai quattro venti, così dobbiamo fare noi senza pensare ai “metodi” su come predicare e senza farlo “sussurrando”.
Cerchiamo di comprendere chi siamo noi e in che periodo stiamo vivendo.

All'inizio della grande tribolazione la Donna sarà completamente purificata. Noi dobbiamo dissociarci perché al momento non ci piace?


Noi non siamo stati investiti dell’autorità che avevano gli antichi profeti (non ancora).
Quando la predicazione avrà l’impulso finale negli ultimi tre anni e mezzo di vita del sistema satanico, allora dovremo essere coraggiosi e non temere niente e nessuno perché questo è scritto chiaramente nella Bibbia.
Quello non sarà il momento di avere tatto.
Chi ubbidirà e persevererà nella predicazione della buona notizia, avrà salva la vita – Matteo 24:13; Rivelazione 14:6-8
Questo però è il tempo in cui dobbiamo prima accertarci personalmente della volontà di Dio e attirare coloro che sanno farsi domande.
Essi sono i nostri fratelli e, almeno per il momento, meritano tutto il tatto e la delicatezza possibili (senza annacquare la Verità per far loro piacere, ovviamente).
Per questo cerchiamo i modi più congeniali per avvicinarli.
Chiediamoci anche come avremmo reagito noi se qualcuno, convinto d’essere un profeta mandato da Dio, ci avesse avvicinato in pompa magna convinto d’avere la Verità e sparando giudizi a destra e a manca.
Non è stato più profittevole, invece, avvicinarsi personalmente al blog?
Nella stessa maniera Gesù avvertì di essere cauti come serpenti – Matteo 10:16, 17
Possiamo forse insinuare che Gesù temesse di essere espulso dalla sinagoga?
Gli apostoli erano forse ipocriti ad essere cauti, sapendo che quello che predicavano era la Verità?
Noi non siamo profeti e non abbiamo la loro autorità, non abbiamo l’autorità che aveva il Signore e nessuno degli apostoli.
Noi non facciamo questo per paura di essere disassociati o per cercare di stare con un piede in due scarpe.
Facciamo questo perché, da disassociati, sarebbe più dura avvicinare i fratelli e in ogni caso non c’è alcuna indicazione, nelle scritture, che ci dice di dissociarci.
Sempre che, ovviamente, qualcuno non conosca qualche altro popolo che possa essere identificato come popolo di Dio.
Se è così, speriamo che chi legge questo blog ce lo faccia conoscere.
Esattamente come quando gli isrealiti fedeli vivevano in mezzo ad un popolo che, nel suo insieme, non si comportava bene e aveva idee errate in merito a Geova, così facciamo noi.
E infine non siamo noi a dover giudicare chi è lo schiavo fedele o chi è lo schiavo malvagio: questo lo farà solo Cristo verso la fine della grande tribolazione.
Ogni critica al cd finora presentata è stata argomentata scritturalmente e con lo scopo di portare l’attenzione alla Bibbia, che è la sola Autorità.
Chi pensa che ciò sia stato fatto con lo scopo finale di attaccare il cd, non ha compreso il senso degli articoli.
In conclusione.
In base alla conoscenza scritturale che abbiamo oggi, è scritturale fare del nostro meglio per restare nel popolo di Dio, a patto che non ci obblighino a fare qualcosa contro le Scritture (e finora non è capitato).
Ripetiamolo: finora non è capitato.
Se, oggi/domani, ci dicessero di fare qualcosa che noi sappiamo andare contro le Scritture... allora saremo obbligati ad andarcene, ma fino ad allora dobbiamo fare del nostro meglio per restare
Primo: Perché Geova non ci ha autorizzati ad uscire e creare una "nuova religione"
Secondo: Perché solo dall'interno del popolo di Dio possiamo aiutare i nostri fratelli a diventare consapevoli, come lo siamo noi.
Chiunque deciderà di dissociarsi si prenderà personalmente la responsabilità davanti a Dio sapendo che l’autore del blog non ha mai insegnato né incoraggiato, neppure indirettamente, una cosa del genere.
L’autore di questo blog, quindi, non potrà essere ritenuto responsabile delle sofferenze non necessarie che l’eventuale lettore si causerà prendendo una decisione del genere.



Che dire dei figli?
Qualcuno si è posto giustamente il problema dell’insegnamento dei figli e si è chiesto come dovrebbe comportarsi in base alla conoscenza ottenuta.
È giusto insegnare la Verità ai figli così come appare nella Bibbia e non come qualcuno la insegna?
Ed inoltre… possono essi battezzarsi in questa organizzazione sapendo che non proprio tutto ciò che viene insegnato è scritturalmente corretto?
Per la prima domanda dobbiamo rispondere sì.
Il genitore ha l’obbligo scritturale di insegnare la verità ai figli e questo significa che se ha davvero condiviso in coscienza alcuni insegnamenti qui proposti (e questo significa aver riflettuto sulle basi bibliche a sostegno) deve insegnare esattamente ciò che ha imparato – Deuteronomio 6:6; Proverbi 22:6; 2 Timoteo 3:14-17
Diversamente verrebbe meno al suo ruolo di padre.
Questo, di per sé, non crea alcun problema e anzi così facendo i figli vedranno il grande valore che il genitore dà alla Parola di Dio sopra tutto e tutti.
Questo permetterà loro di crescere con una mente nobile e non sotto il peso dell’autoreferenzialità di qualcuno.
Saranno rispettosi verso tutti ma seguiranno soltanto la Parola di Dio – Giovanni 17:17
Che dire del battesimo?
Esaminiamo brevemente la Torre di Guardia studiata il 25 febbraio 2017.
Nell’articolo intitolato “Ragazzi, continuate a operare per la vostra salvezza”, a parte il concetto di età (che a quanto pare si spinge sempre più in basso parlando addirittura di persone battezzate “prima dell’adolescenza” mentre noi sappiamo che, anche se varia da persona a persona, solo le persone mature dovrebbero battezzarsi), cosa c’era di sbagliato in questo articolo?
La rivista ha fatto notare che battezzarsi è una responsabilità individuale, ed è vero.
Ci ha ricordato che “la promessa che hai fatto a Geova è incondizionata” e anche questo è vero.
Ha ricordato l’importanza di studiare la Bibbia e la costanza nella preghiera.
Addirittura il paragrafo 9 dice che “l’organizzazione di Geova ti dà molti strumenti per aiutarti a creare un programma di studio efficace”, ed anche questo è vero!
Se esaminiamo lo studio con attenzione e senza pregiudizio vedremo che è quasi tutto condivisibile e bello.
Ora la domanda è… “Può battezzarsi, mio figlio, sapendo che imparerà cose non scritturali?”
Forse, però, noi dovremmo farci un’altra domanda.
La dedicazione la facciamo a Geova o all’organizzazione?
Ci dedichiamo senza riserve a Geova, o all’organizzazione?
E quindi quando ci battezziamo, lo facciamo per aver condiviso il 1914 e l’identità di Babilonia la Grande o per fare pubblico atto della nostra dedicazione a Geova?
Tra l’altro ci sono molti fratelli che non saprebbero spiegare il 1914 (quindi non l’hanno mai compreso) eppure sono fratelli battezzati.
È evidente che questa organizzazione ancora non ci ha chiesto di fare un giuramento di fedeltà al 1914 come requisito imprescindibile al battesimo (almeno per il momento).
È vero che tra le domande del battesimo probabilmente comparirà anche questo (ammetto di non essere aggiornato sull’argomento) ma ripetere cosa insegna il cd per arrivare al battesimo non significa dire di crederci.
Facciamo una riflessione sui fratelli che decidono di laurearsi completando l’università.
È probabile che durante i loro esami dovranno rispondere a domande relative all’evoluzione pur non condividendola.
Pensiamo davvero che un fratello laueratosi in medicina, nel suo percorso di studio non abbia mai affrontato argomenti evolutivi?
Come avrà affrontato la situazione?
Avrà forse fatto un corso biblico al professore per dimostrare che l’evoluzione non è veramente scientifica e questo gli ha permesso comunque di laurearsi (e magari il professore è diventato un fratello)?
Assolutamente no.
I fratelli lauerati come medici ma anche quelli laureati in molte altre discipline si sono limitati a ripetere ciò che hanno imparato (che non significa aver condiviso).
Ora, che problema insormontabile sarebbe rispondere a tutta la pappardella costruita sul 1914 davanti all’anziano che deve valutare l’idoneità al battesimo?
Difficilmente l’anziano chiederà “Tu credi al 1914?” e se anche lo facesse si potrebbe rispondere con “Credo che la Bibbia è la Parola di Dio e se ci sono errori prima o poi si aggiusterà tutto”.
Questa frase oltre ad essere biblicamente corretta permette di non mentire non lasciando neppure trapelare davvero cosa la persona pensa – confronta Genesi 12:11-13
Quindi non c’è nessun problema insormontabile al battesimo se ci ingegniamo un pochino su come superare gli ostacoli (ed è poi la stessa cosa che insegnamo a fare ai nostri figli quando affrontano ostilità o tentazioni a scuola).
Anche per quanto riguarda il servizio di campo non c’è alcun problema dal momento che gli argomenti di conversazione sono tantissimi e siamo sempre noi a dirigere la conversazione.
Anche in caso di obiezione diretta da parte della persona del territorio possiamo rispondere in maniere simile a quanto scritto in merito alle domande per il battesimo.


Che dire di quelli ormai dissociati/disassociati?
Partiamo dal principio logico che esistono due tipi di disassociati.
Ci sono quelli che sono stati disassociati per condotta dissoluta e questo è previsto chiaramente dalle Scritture.
Forse qualcuno potrebbe pensare che, anche se la persona ha effettivamente peccato, non si è usata la giusta misericordia o il metodo corretto o tante altre cose.
Forse la persona meritava d’essere perdonata e questo lo sà solo Geova.
Ovviamente ammettere questa possibilità è ragionevole e rientra nella rosa degli errori dottrinali e oreganizzativi di questa organizzazione.
Non nascondiamoci dietro un dito.
Se le varie circolari sono diventate sempre più “strette” e sempre più aziendali, è ammissibile che possano esserci persone che sono state disassociate ingiustamente.
Cosa dovrebbe fare, una persona del genere, una volta acquisita maggiore conoscenza delle Scritture?
Dal momento che le domande per la riassociazione sarebbero tutte incentrate sulla sua condotta e non sulla sua conformità agli intendimenti profetici del cd, egli dovrebbe fare il possibile per tornare.
Questo significherà sforzo e una certa limitazione di libertà.
È coerente con l’articolo che, se pensiamo che Geova potrebbe non approvare chi si dissocia, chiunque ha la possibilità di tornare senza fare compromessi scritturali, è incoraggiato caldamente a farlo.
Il secondo tipo di disassociato è colui che è stato disassociato (o si è dissociato) a motivo del proprio intendimento biblico.
Forse non ha condiviso tutta la costruzione sul 1914 e l’ha dichiarato pubblicamente.
Forse questo l’ha portato davanti ad un comitato giudiziario il quale l’ha espulso per “apostasia”.
In questo caso i “passi per tornare” (ammesso e non concesso che i “maestri della legge” riuscissero a ridiscutere se un apostata può tornare o no) includerebbero di certo domande mirate in particolare verso quelle dottrine che l’hanno spinto a distaccarsi.
È molto probabile che le domande saranno “Adesso ti sei convinto? Ci credi davvero? Credi che il cd sia lo schiavo fedele e discreto? Credi che è giusto essere sottomessi a prescindere e che non possiamo imparare la Bibbia da soli?”.
È ovvio che davanti a domande del genere non potremmo mai dire sì o annuire.
Questo sì che sarebbe un compromesso!
In questo caso noi non temiamo l’uomo – Ebrei 13:6
Forse la persona, adesso, si rende conto che avrebbe potuto essere più prudente quando era il momento, come disse il Signore, ma adesso non è possibile tornare indietro.
Questa persona avrà comunque un immenso territorio a cui predicare che è quello dei disassociati e avrà sicuramente più “libertà” in confronto a quelli dentro.
Anche se questa persona dovrà aspettare che Geova cambi le cose, potrà consolarsi del fatto che Dio ha mostrato grande misericordia anche nei suoi confronti.
Teniamo bene a mente che ognuno di noi, oggi/domani, potrebbe trovarsi nelle sue stesse condizioni perché anche noi, se messi all strette, non potremo ritrattare la Santa Parola di Dio.
Dovremo agire in onesta coscienza.
Fino ad allora, però, possa ognuno di noi fare del nostro meglio, qualunque territorio gli è stato assegnato, in attesa che il nostro meraviglioso Padre purifichi i figli di Levi e si veda chiaramente “chi serve Dio e chi non lo ha servito” - Malachia 3:17, 18

Nota in calce
* Gli articoli sono i seguenti
http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/09/riconoscere-il-popolo-di-dio-attraverso.html
** http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2018/02/non-permettiamo-alla-conoscenza-di.html

Commenti

  1. Non è una situazione facile, comunque...aspettiamo di vedere cosa succederà a breve, mi preoccupano "le istruzioni strane" che riceveremo dall'Organizzazione e che dovremo seguire senza fiatare (w13 15/11 pag. 20 par. 17) e che puntualmente ci vengono ricordate.

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    1. Ti ringrazio Samgar per il tuo intervento e a proposito mi dispiace che tu non fossi presente al nostro "incontro" via Skype. Avresti sicuramente dato un valore aggiunto con i tuoi commenti incoraggianti. In merito alle "istruzioni strane" hai ragione: preoccupano anche me ma non per me stesso. Mi preoccupano per tutti quelli che ubbidiranno senza farsi una minima domanda. Qualunque istruzione dovesse arrivare, noi dobbiamo preoccuparci che tutto sia in armonia con la Bibbia e spero davvero che i nostri fratelli, che amiamo, non mettano niente e nessuno sopra la Bibbia. P.S. Tra l'altro questa storia delle "istruzioni strane" è stato recentemente ripetuto in uno degli ultimi video presenti sul sito tv

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    2. Infatti, ho le tue identiche preoccupazioni: vedo sempre più fratelli pronti a immolarsi per un gruppo di uomini, bravissimi fratelli quanto si vuole ma pur sempre uomini, per loro stessa ammissione non ispirati e imperfetti.
      Eppure nel broadcasting di gennaio candidamente dicono che Geova ha scelto Warwick e difenderà la sede mondiale durante Harmaghedon...le cose stanno prendendo davvero una brutta piega.
      P.S. Mi dispiace non essere stato presente all’incontro via skype, ti contatteró privatamente in merito.

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    3. Davvero han detto così?? Non me lo ricordavo! Al momento queste affermazioni mi sembrano terrificanti

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  2. Broadcasting Gennaio 2018, discorso di Losch, da 1:18:28

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    1. Visto.... Non me lo ricordavo; probabilmente la mia mente l'aveva rimosso

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  3. Nel post parli del fatto di rimanere nel popolo di Dio "a patto che non ci obblighino a fare qualcosa contro le Scritture." Ho paura che tra non molto si presenterà questo problema: già da un pò si fa strada il concetto di "ubbidienza assoluta al Corpo Direttivo", soprattutto tra nominati.
    Anzi, sembra che sia diventato un requisito imprescindibile per poter diventare o continuare ad essere nominato.

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    Risposte
    1. Sì, purtroppo questa è una possibilità da non escludere. Probabilmente ognuno di noi avrà la possibilità di dimostrare, con i fatti e non solo a parole, a chi si è veramente dedicato. Abbiamo inoltre degli esempi significativi nelle storia di Israele come ad esempio il serpente di rame. Un mezzo che inizialmente servì per salvarsi la vita, divenne presto un idolo abominevole. Possa ognuno di noi riflettere sulla propria personale relazione con Geova e chiedersi se ci sta più a cuore la Sua approvazione o l'approvazione di qualcun altro

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