Il Nome di Dio e il ripristino della pura adorazione - 1° parte

 E Dio proseguì, parlando a Mosè e dicendogli: “Io sono Geova. E apparivo ad Abraamo, Isacco e Giacobbe come Dio Onnipotente, ma rispetto al mio nome Geova non mi feci conoscere da loro – Esodo 6:2,3


Cominciamo a fare una serie di riflessioni sulla scrittura guida di questo articolo.

Ovviamente il Nome di Dio è importantissimo ed egli E’ (o fa divenire) a prescindere dalla creazione, da Israele, la pura adorazione e tutto il resto.

Dio, ovviamente, esiste da prima di Israele, da prima degli angeli e prima di tutto: prima ancora del Suo figlio primogenito.

Quindi è ovvio che il Suo Nome sia più importante di tutto il resto… tuttavia… perché la Scrittura dice che Egli non si fece conoscere ad Abraamo, Isacco e Giacobbe con questo Nome?

Perché solo dopo molti anni, e in quel momento particolare, Egli si fece conoscere, appunto, come “Colui che è” o “Fa divenire” o meglio “porta a compimento” tutto ciò che si propone?

Lo vediamo dal contesto ed in particolare dal versetto successivo: “Stabilii pure il mio patto con loro, per dar loro il paese di Canaan, il paese nel quale soggiornavano come forestieri” – Esodo 6:4

Ancora leggiamo il versetto 6: “Perciò di’ ai figli d’Israele: ‘Io sono Geova (ovvero Colui che fa divenire, che può ogni cosa, che porta a compimento i Suoi propositi) e certamente vi farò uscire di sotto i pesi degli egiziani e vi libererò dalla loro schiavitù, e in realtà vi reclamerò con braccio steso e con grandi giudizi”.

Il fatto che Egli dica che “non si fece conoscere con questo nome” prima… rende implicito il fatto che quello fosse il Suo Nome a prescindere.

A prescindere dalla situazione che si era venuta a creare per i figli di Israele, quello sarebbe stato il Suo Nome a tempo a indefinito. Quello era il Suo Nome da sempre e tale sarebbe rimasto per sempre… ma in quella situazione, in particolare, era appropriato che Mosè sentisse quel Nome, lo capisse e ne comprendesse pure l’esatta pronuncia (anche perché avrebbe dovuto ripeterlo davanti al popolo, giusto?).

Già qui potremmo aprire una breve parentesi verso coloro che insegnano che Israele è stato abbandonato o che non credono che ci sarà un esodo nel tempo della fine i quali, in pratica, stanno dicendo che “Colui che fa divenire” non fa più divenire, non porta più a compimento la Sua volontà – confronta Isaia 55:11,12

Quindi asserire che “Colui che fa divenire” non fa più divenire, ovvero non porta più a compimento la Sua volontà, non è un modo velato per bestemmiare il Suo Nome?

Comunque, tornando a Mosè e ad Israele schiavo in Egitto, da quel momento in poi gli israeliti imparano il Nome di Dio e questo tra l’altro servì anche a distinguere il loro Dio dagli dei degli egiziani e, successivamente, da tutti gli altri dei o presunti tali.

Da quel in poi lo useranno regolarmente.

Dio ribadirà tantissime volte l’importanza del Suo Nome e la Sua assoluta santità, tant’è vero che Esso compare nel primo comandamento: «Io sono YAHWEH, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avrai altri dèi oltre a me. – Esodo 20:2-3

Il Nome di Dio era conosciuto da tutti gli israeliti e nessuno d’essi faceva disquisizioni se poteva essere sostituito con qualche titolo o se bisognava pronunciarlo oppure no.

Lo capiamo dalle Scritture.

I sacerdoti leggevano regolarmente la Legge al popolo e il Sacro Nome veniva regolarmente pronunciato.

Se non si avessero condizionamenti religiosi chiunque capirebbe che il comandamento “Non pronunciare il nome di Yahweh, Dio tuo, invano” riguardava, appunto, pronunciarlo invano, senza un reale motivo o in maniera poco rispettosa o blasfema.

Questo dovrebbe imporre anche una piccola riflessione su chi eravamo prima di iniziare questo percorso di studio e verso coloro che lo usano in continuazione, per qualsiasi sciocchezza e fuori contesto.

Vanno a fare la spesa e dicono “Grazie a Geova anche oggi mangerò…” o frasi simili, in continuazione.

Senza arrivare alla blasfemia certo (qui non si sta parlando di bestemmia o qualcosa di simile) non è comunque un pronunciare il Nome senza un reale motivo?

Non è diventata un’abitudine?

Non denota forse l’aver preso un po’ troppo alla leggera quel comandamento?

Ovviamente c’è il rischio di passare all’estremo opposto, come fanno gli ebrei oggi, ovvero non pronunciandolo affatto, in nessuna circostanza.

Al punto da averne persa la pronuncia, come vedremo più avanti.

Oggi, tra questi profeti e profetini e maestri e maestrini che ci circondano, c’è chi dice addirittura che il Nome di Dio fosse impronunciabile.

Questi non dicono che fosse impronunciabile nel senso che non dovesse essere pronunciato perché troppo sacro ma nel senso che fosse tecnicamente impronunciabile.

Secondo questi il Nome veniva scritto… ma era impossibile pronunciarlo.

Allora cosa disse Dio a Mosè?

E anche ammesso che Dio dicesse qualcosa di impronunciabile dall’uomo, cosa disse Mosè al popolo?

O i leviti… ad esempio quando leggevano Levitico 18:30 che dice… “E dovete osservare il vostro obbligo verso di me di non seguire nessuna delle usanze detestabili che sono state seguite prima di voi, per non rendervi impuri mediante esse. Io sono Geova vostro Dio’”… cosa leggevano se il Nome fosse stato impronunciabile?

È ovvio che queste sono assolute assurdità di gente ignorante nel migliore dei casi.

Solo nelle scritture ebraiche il Nome di Dio compare quasi 7000 volte e la maggioranza di queste scritture sono parlate ovvero c’è qualcuno che parla che sia Dio stesso, un profeta, un levita o un qualsiasi israelita.

Quindi non solo essi conoscevano il Nome di Dio e la Sua esatta pronuncia ma lo utilizzavano spesso (e questo è stato dimostrato anche da lettere di corrispondenza antiche ritrovate, fonti assolutamente extrabibliche).

Il Nome di Dio ha sempre avuto un’estrema importanza per il popolo di Dio e la pura adorazione… ma Dio non si fece conoscere sempre col Suo Nome e soprattutto non rivelò il Suo Nome a tutti, anche se, come sappiamo, attraverso i Suoi atti potenti il Suo Nome fu ben presto conosciuto e temuto da tutti i popoli circonvicini – vedi Isaia 43:10-12

Fino al tempo di Malachia leggiamo chiaramente che il Nome di Dio è conosciuto e regolarmente pronunciato.

Nel libro biblico che porta il suo nome Malachia dà grande risalto al nome divino, usandolo in totale 48 volte.

Anche nell’ultima scrittura, quella che menziona l’arrivo di Elia, viene citato il Sacro Nome quando si parla del grande e tremendo giorno di Yahweh… e non del “Signore”, come traducono molte Bibbie.

Se prendiamo infatti l’interlineare vediamo che anche lì, come altrove, compare il tetragramma, YHWH, ovvero il Nome di Dio.

Può darsi che anche dopo, con le prime copie della Settanta greca, il Nome fosse preservato nella sua forma ebraica come sembrerebbe da alcune copie antiche ritrovate ma non possiamo dirlo con certezza.

Ad un certo punto, però, accade una cosa strana…

Se andiamo avanti e prendiamo il primo libro delle scritture greche, Matteo, vediamo che il Sacro Nome sembra quasi completamente dimenticato o come minimo passare in secondo piano

E’ vero, alcuni lo pronunciano ancora, ma la presenza del Nome di Dio nelle scritture greche, almeno per ciò che ci è pervenuto fino ad oggi, è sporadico, non lontanamente paragonabile alla frequenza che abbiamo visto da Genesi a Malachia.

Una certa traduzione ha cercato di metterlo (o ripristinarlo) dove ha presunto che anticamente dovesse per forza comparire… e diversi ragionamenti sono assolutamente validi.

Ad esempio quando Paolo o altri citano passi delle scritture ebraiche dove in origine compariva il Nome di Dio essi hanno presunto che il testo originale, greco, lo contenesse e cioè che Paolo lesse quella Scrittura esattamente per quella che era. Giusto?

E questo sembra assolutamente logico e ragionevole – lo scopo di questo articolo non è fare polemica su questa conclusione - ma rimane il fatto, indiscutibile, che ad oggi non ci è pervenuto nessuno scritto originale o scritto abbastanza antico per dimostrarlo.

Sicuramente non con tale frequenza ed è strano, almeno apparentemente.

Il punto non è tanto capire se Paolo lo usò o meno, o se Gesù lo usò o meno, ma perché c’è differenza con le scritture ebraiche e perché Dio avrebbe permesso una cosa del genere.

La prima cosa che verrà in mente ad alcuni è che le scritture greche sono state in mano a certi personaggetti discutibili per 2000 anni… e questo è sicuramente vero in parte ma non risponde alla questione sollevata.

Ben prima dell’avvento della cristianità gli ebrei smisero di usare il Nome di Dio.

Gli ebrei smisero di usare il Nome e, se lo facevano, lo facevano eccezionalmente.

Alcuni pensano che il nome di Dio sia scomparso dall’uso quotidiano molto prima del tempo di Gesù e ovviamente ci sarebbe da chiedersi se il sommo sacerdote lo pronunciasse oppure no nelle funzioni religiose tenute nel tempio — e soprattutto nel giorno di Espiazione — … è strano… ma com’è o come non è rimane il fatto che il Nome di Dio, si vede dalle Scritture pervenute fino a noi, viene usato poco, pochissimo, se viene usato.

Perché gli ebrei smisero di pronunciare il nome di Dio?

Probabilmente per un’errata interpretazione delle parole del terzo comandamento: “Non ti devi servire del nome di Geova tuo Dio in modo indegno”.

Come abbiamo visto è molto facile passare da un estremo all’altro.

D’altronde abbiamo visto molti di questi estremismi, non è vero?

Essi arrivarono a stabilire il numero di passi che potevi fare di sabato, dissero che uccidere zanzare o prendere una spiga per mangiare equivaleva a cacciare e così via in un elenco lunghissimo di assurdità – confronta Matteo 12:1-8

Assurdità tutte umane, ovviamente.

Quindi se consideriamo questo scenario, comprendere perché il Nome di Dio non fosse più usato diventa abbastanza chiaro.

Gesù seguì forse la tradizione di non usare il Nome di Dio?

Intanto vediamo che Egli condannò più e più volte i maestri della Legge proprio a motivo della loro tradizione che rendevano “la Parola di Dio senza valore” – Marco 7:9-13

Il suo stesso nome, Gesù, significa “Yahweh è salvezza” o “Yahweh salva” quindi non riteniamo molto probabile che egli si piegasse a questa tradizione.

Tuttavia perché Dio permise l’allargarsi di questa tradizione?

È importante saperlo?

Qualcuno dice che Satana ha cercato di far dimenticare il Nome di Dio e per dimostrarlo cita scritture come Geremia 23: 26-27 che dice… “Fino a quando durerà questo? Hanno essi in mente, questi profeti che profetizzano menzogne, questi profeti dell'inganno del loro cuore, pensano forse di far dimenticare il mio nome al mio popolo con i loro sogni che si raccontano l'un l'altro, come i loro padri dimenticarono il mio nome per Baal?”1

Tuttavia questa scrittura non può essere presa a dimostrazione di questa ipotesi in quanto è evidente il tono provocatorio che questa scrittura ha.

Essa ha una chiara impostazione provocatoria, di sfida, come a dire… “Ma cosa cercano di fare? Davvero credono di poter far dimenticare il mio Nome?”… come dire siete dei poveri illusi”.

Inoltre Satana non è più forte di Dio, giusto?

E allora come si spiega che la pronuncia del Nome sia andata perduta?

Perché è andata perduta, qua c’è poco da aggiungere

C’è una scrittura che ci dovrebbe far riflettere.

Giovanni 17:6 Gesù disse Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola”.

Fermiamoci un attimo e meditiamo.

Il Nome di Dio è importante ma non va strumentalizzato

 

Ovviamente capiamo che Gesù conoscesse benissimo il Nome di Dio, pronuncia esatta compresa, e lo usasse… ma la Scrittura dice “Io l’ho reso manifesto agli uomini che mi hai dato”…

La domanda non dovrebbe essere “Se erano tutti israeliti, che in teoria conoscevano e usavano il Nome di Dio, in che senso egli l’avrebbe manifestato a loro e solo a loro?”

In che senso?

Non può riguardare semplicemente i miracoli, giusto?

Perché qualcuno potrebbe dire, e dice ovviamente, che rendere manifesto il Nome di Dio significasse mostrare la Sua potenza attraverso i miracoli… giusto?

In effetti questo potrebbe essere un significato ma…

Il Signore dice di aver reso manifesto il Nome di Dio agli uomini che Egli, Dio, aveva dato a lui… vale a dire agli apostoli e ai discepoli.

Se ciò avesse riguardato la potenza dei miracoli questi furono manifesti anche agli scribi e i farisei e a tutti gli altri.

Furono manifesti anche a persone delle nazioni, romani inclusi, persone che non divennero mai cristiane.

I miracoli di Gesù, a parte qualche eccezione, erano fatti pubblicamente… tutti potevano vederli, giusto?

In questo senso Gesù rese manifesto il Suo Nome?

No… perché egli, vicino alla morte tra l’altro, disse che lo manifestò agli uomini scelti da Dio, quegli uomini presi dal mondo per diventare suoi.

E quindi cosa comprendiamo riflettendo su quest’unica scrittura?

Primo: dev’essere vero che nel primo secolo non si usasse più o quasi più. Alcuni probabilmente ne avevano pure dimenticato la pronuncia.

Secondo: Gesù lo rivela ai suoi, non a tutti. E sicuramente quando Gesù manifestò il Nome di Dio a quegli uomini scelti, avvenne un po’ come avvenne per Mosè.

Essi sentirono la pronuncia esatta e compresero più pienamente le implicazioni di quel Nome.

Il Nome di Dio è così immensamente importante che addirittura una parte della cristianità se n’è accorta.

Come ben sappiamo alcuni hanno strumentalizzato questo Nome per vantare un’appartenenza.

Non ci riferiamo ovviamente solo ai testimoni di Geova ma anche alla casa di Yahweh, il movimento del Sacro Nome e religioni simili.

L’hanno strumentalizzato, perché?

Perché hanno fatto credere, e fanno credere tutt’ora, che essi sarebbero il popolo di Dio perché portano il Suo Nome…

Come abbiamo visto anche nell’articolo Un popolo chiamato con il Suo Nome o su cui è invocato il Suo Nome?sappiamo che essi hanno forzato alcune scritture tra cui quella che parla di un popolo “su cui è invocato il Nome di Dio” e non il popolo “che porta il Nome di Dio”.

Ecco anche qui… tornando al terzo comandamento… non è un modo per abusarne, o usarlo in maniera vana?

Tuttavia… Geova o Yahweh non sono le esatte pronunce del Nome di Dio, non è vero?

Se davvero la pronuncia è andata perduta dobbiamo chiederci innanzitutto perché questo è successo.

Perché Dio ha permesso che si perdesse la pronuncia del Suo Nome?

Che relazione ha, tutto questo, con il ripristino della pura adorazione?

Il Nome di Dio, quello vero, ossia la pronuncia esatta, quella che sentì Mosè, verrà ripristinato?

E che differenza ci sarà con coloro che oggi vantano un’appartenenza usandoLo, spesso a sproposito, scegliendo una traduzione anziché un’altra?

Impareremo anche noi, come imparò Mosè, la pronuncia esatta del Nome di Dio, o come la impararono i discepoli del Signore?

E questo cosa comporterà?

Questo sarà importante o è solo una fissa, come hanno avuto anche altri nel corso dei secoli, una fissa senza reale importanza?

Come dice qualcuno… l’importante è usarne uno?

In proverbi 18:10 la Parola di Dio afferma… “Il nome di Yahweh è una forte torre: il giusto vi corre e gli è data protezione”

Gioele 2:31-32 dice “il sole sarà cambiato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e terribile giorno di Yahweh. Chiunque invocherà il nome di Yahweh sarà salvato; poiché sul monte Sion e a Gerusalemme vi sarà salvezza, come ha detto Yahweh così pure fra i superstiti che Yahweh chiamerà”.

E quindi sarà importante o no conoscere il Nome di Dio come Egli lo pronunciò in origine?

A queste domande risponderà il prossimo articolo.



Nota in calce

1: Baal” in accadico significa “Signore”… quindi questa scrittura potrebbe essere letta così: “pensano forse di far dimenticare il mio nome al mio popolo con i loro sogni che si raccontano l'un l'altro, come i loro padri dimenticarono il mio nome per quello di signore?”…

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