Quattro Armaghedon o uno soltanto?

In questo articolo riprendiamo le bestie descritte in Daniele cercando di esaminare le obiezioni, anche legittime, che potrebbero far pensare che il principale soggetto del capitolo 8 non c’entri nulla con quello descritto nel capitolo 7.
Comprendere questo non è una piccolezza o un semplice gioco mentale perché se la bestia del capitolo 8 non ha nulla a che vedere con ciò che viene descritto nel capitolo 7, allora molte applicazioni (comprese le nostre aspettative per il futuro) sono errate.
Prima di far questo, però, è indispensabile andare a vedere ciò che è già stato scritto in merito a questo argomento perché l’attuale trattazione non ripeterà inutilmente gli stessi concetti.
Gli articoli sono i seguenti



Partendo dal presupposto che l’autore di questo articolo non si considera infallibile (e quindi tutto è discutibile purché si faccia con la Bibbia), qualsiasi obiezione che dimostrasse di non aver letto o compreso gli articoli precedenti, non sarà presa in considerazione.
Isoliamo dunque alcune obiezioni in merito a queste bestie simboliche e vediamo perché si possa arrivare a pensare, legittimamente, chi si stia parlando di due soggetti e periodi ben distinti.

1) Nel capitolo 8 questo “piccolo corno” spunta da uno dei quattro corni del capro peloso che rappresenta la Grecia (e quindi dovrebbe spuntare in un periodo in cui il re di Grecia è vivo ed attivo e quindi non può applicarsi ai giorni nostri)

2) E’ evidente che il capro peloso, a prescindere da quante corna o “corna figlie di altre corna” ha, non è “la bestia spaventevole e terribile” che si vede nel capitolo 7. E’ un’altra bestia.

3) Nella Bibbia si menzionano vari termini del sistema di cose per cui supporre che il termine del sistema di cose menzionato in Daniele 8 sia proprio quello che stiamo aspettando (cioé Armaghedon, concetto che sposterebbe l’applicazione al nostro tempo) sia miope e un po’ egocentrico.

Proviamo dunque a rispondere a queste obiezioni cercando di essere più ragionevoli possibile senza forzare le scritture e senza tifare per una visione piuttosto che un’altra.
Non perdiamo di vista, inoltre, le cose più importanti: soggetti che possono tenerci ancorati in un mare in burrasca fatto di ipotesi e contro-ipotesi.
Cominciamo ad individuare uno di questi soggetti “pesanti” che dovrebbero trovarci tutti d’accordo.
Chi è il Principe dei principi, il gran Principe, il Principe dell’esercito dei cieli o Michele? - Daniele 8:11; 10:21
E chi sono i “santi del Supremo” che ricevono un regno di durata indefinita? - Daniele 7:17
In che periodo di tempo riceve il potere Michele, confrontando anche ciò che si legge in Rivelazione 12?
Quest’ultimo argomento l’abbiamo visto in uno degli articoli sopra menzionati comunque dovremmo conoscere sia i soggetti sia il tempo di riferimento.
Il Gran Principe è Gesù Cristo* (vedi nota in calce) e i santi del supremo sono i 144.000 che riceveranno un regno in data “x” ma che sicuramente non riguarda il passato.
Quindi facciamo un ragionamento.
Se nel capitolo 7 siamo arrivati al punto in cui i Santi ricevono il dominio a tempo indefinito, la visione del capitolo 8, dal momento che parla ancora di potenze e di guerre, non può applicarsi dopo la visione del capitolo 7, non è vero?
I Santi del supremo prendono possesso del governo a tempo indefinito quindi non possono esserci altri regni successivi.
Ne consegue che la visione del capitolo 8 menzioni avvenimenti che si svolgono prima o, al limite, in contemporanea al capitolo 7 fino al limite di tempo concesso ai regni umani.
Per comprendere le dinamiche dei corni e i loro "comportamento" studiamo attentamente i precedenti biblici.
Quando il corno notevole si rompe Daniele 8:8 dice che “invece d’esso ne crescevano notevolmente quattro, verso i quattro venti (o direzioni) dei cieli”
Ciò significa che la Grecia prese tutto il dominio non una parte del dominio, un terzo o un quarto di dominio.
Tutto.
Questo è in armonia con le parole di Daniele 2:39 che, parlando proprio di questa potenza, disse che avrebbe governato l’intera terra.
Se l’intero dominio è stato dato alla potenza macedone è chiaro e addirittura scontato che tutte le eventuali potenze successive (rimanendo sempre in tema di “re del nord”) sarebbero spuntate, sorte da quest’unico enorme impero che si suddivise principlamente in quattro regni.
La scrittura dice che da uno di essi (cioé da uno di questi quattro regni) “spuntò un altro corno, piccolo, e si faceva grandissimo verso il sud e verso levante e verso l’Adornamento” - Daniele 8:9
Sappiamo che Roma si è effettivamente fatta grande verso il sud e verso l’Adornamento ma la domanda che dovremmo farci è “La profezia termina con Roma o menziona una potenza sorta da Roma esattamente come Roma sorse dall’impero macedone?”
Ovviamente dovremmo anche chiederci “La profezia sta parlando ancora dell’impero macedone (e quindi escludendo Roma) o sta parlando di un’altra potenza?”
Quando la Siria diventa provincia romana (particolare fondamentale per comprendere chi veste i panni del successivo re del nord) in questa particolare profezia sarebbe vista come un altro corno o semplicemente come uno dei quattro corni?
La domanda sembra sciocca invece è legittima perché anche se sappiamo che il corno che ci interessa è quello relativo a Seleuco I Nicatore, la Siria non viene combattuta né conquistata (le corna, finora, abbiamo visto che sono belligeranti, si scontrano. Le corna, sugli animali con le corna, hanno un solo scopo: scontrarsi con gli altri animali).
La Siria viene semplicemente inglobata.
Usando un termine un po' banale potremmo dire che c’è un cambio di gestione nella scena mondiale ma non c’è alcuno scontro (non c’è alcuno scontro per prendere il dominio come re del nord; non si parla di eventuali scontri successivi con quello che rimase di queste potenze) a differenza di quello che abbiamo visto finora con i precedenti re del nord.
La media-persia si scontra con Babilonia per diventare il successivo re del nord.
L’impero macedone si scontra con la media-persia ed esso diventa il successivo re del nord ma Roma non si scontra con l’impero seleucide per diventare il successivo re del nord.
E quindi, tornando alla domanda precedente, nella visione Roma è un corno che spunta da uno dei quattro corni oppure prende semplicemente il posto di uno dei quattro corni?
Dal punto di vista di Dio... Roma è un’altro corno oppure il fatto che siano sopraggiunte sì altre persone ma sullo stesso dominio e senza colpo ferire è sempre lo stesso corno?
Proviamo anche a farci questa domanda.
Se Alessandro Magno fosse morto di vecchiaia riuscendo a mettere uno dei suoi figli sul suo immenso impero, avremmo visto il corno spezzarsi sostituito da un altro corno (il figlio) o non avremmo visto proprio nulla, cioé nessun cambio fisico nel capro?
Invece i quattro generali dividono il potere dividendo poi, a tutti gli effetti, l’impero.
Come abbiamo detto quello che passa dall’impero seleucide a Roma è l’unico passaggio di potere in cui nessuno si è scornato con nessuno e nessuno ha diviso nulla in quanto la Siria (l’unico punto di riferimento biblico che abbiamo per stabilire l’identità del re del nord) è stata semplicemente inglobata.
Se queste riflessione sono degne di attenzione, il corno che spunta da uno dei quattro corni non può essere la Grecia né Roma, semmai una delle tante potenze che si divisero da Roma (potenza che prese il posto dell’impero seleucide).
Potremmo anche chiederci perché la visione non potrebbe semplicemente saltare tutte le eventuali potenze sorte “nel mezzo” ed arrivare al tempo della fine – Daniele 8:17** (vedi nota in calce)
Ci sono molti particolari su cui si può e si dovrebbe ragionare.
Sicuramente ci sono molti aspetti interessanti e implicazioni che ancora non comprendiamo ma significa questo che non possiamo comprendere il significato fondamentale della visione, il tempo di riferimento e le implicazioni per noi?
No perché, come abbiamo detto, abbiamo dei punti fermi importanti.
Se abbiamo stabilito che la visione non può adempiersi nel primo secolo e Daniele 8:25 dice che “sorgerà contro il Principe dei principi, ma sarà infranto senza mano” quando è avvenuto questo?
Quando è intervenuto direttamente il Principe dei principi per porre fine ad uno dei re del nord o qualsiasi altro impero?
La risposta è mai, né nel primo secolo, né prima di allora, né dopo.
Questo ci porta inevitabilmente in un periodo futuro e a meno che non stiamo aspettando due Armaghedon differenti in periodi differenti, ciò deve avvenire nell’unico Armaghedon descritto nella Bibbia.
Questo implica che “il tempo della fine” di Daniele 8:17 è esattamente il tempo in cui “i santi del Supremo riceveranno il regno, e prenderanno possesso del regno a tempo indefinito, sì, a tempo indefinito di tempi indefiniti’” - leggi Daniele 7:17, 18
A questo punto, però, dobbiamo prendere atto che la stessa potenza venga vista prima come un corno, poi come una bestia a sé.
Per quale motivo?
Ogni parte del libro di Daniele aggiunge particolari utili alla comprensione del quadro generale; in pratica ogni visione mette in risalto qualcosa.
Ammettendo la possibilità che Roma sia uno dei quattro corni e non il quinto corno (abbiamo ipotizzato questo ma anche che saltasse le varie potenze fino al tempo della fine) essa divenne comunque una potenza a sé, una “bestia” diversa da tutte le altre bestie – Daniele 7:7
Anche se l’impronta macedone era evidente (ed è evidente tutt’ora negli stati occidentali) politicamente e militarmente Roma e tutti gli imperi che si suddivisero da essa non ebbero più nulla a che fare con i seleucidi e quindi sembrerebbe che Daniele capitolo 8 stia mettendo in risalto l’origine o la nascita geografica della potenza successiva (il corno spunta da uno dei quattro corni) mentre Daniele capitolo 7 si concentri sulle particolarità di questa bestia; particolarità che non potevano essere spiegate attraverso l’immagine di un corno – vedi Daniele 7:7
Proviamo ad immaginare anche un'altra cosa.
A differenza di quando due potenze sorte dallo stesso impero si scontrano tra di loro per cui non è necessario vedere più bestie (confronta Daniele 7:8) immaginiamo che uno dei quattro corni del capro si fosse scontrato con un altro impero, un impero al di fuori del vecchio dominio macedone, ad esempio la Cina o l'Australia (stiamo viaggiando con la fantasia ma le situazioni ad absurdo ci aiutano a riflettere).
Se uno dei corni, ad esempio l'impero seleucide, si fosse scontrato con l'Australia, cosa avremmo visto nella visione?
Avremmo forse visto uno dei quattro corni staccarsi, prendere il volo e cozzare con un'altra bestia?
Ovviamente no, non si è mai vista una cosa del genere nelle Scritture.
Avremmo forse visto il capro scontrarsi con la bestia australiana o cinese?
Assolutamente no perché una visione del genere avrebbe indicato che tutti gli imperi sorti dal regno di Alessandro Magno avrebbero partecipato alla guerra.
Ma abbiamo ipotizzato che solo uno dei quattro domini partecipi alla guerra.
Allora cosa avremmo visto?
Pensiamoci attentamente.
La risposta è semplice: avremmo visto un'altra bestia, magari una bestia con particolarità uniche e distintive, scontrarsi con l'ennesimo impero (anch'esso rappresentato da una bestia).
Non è difficile immaginare che, in base alle circostanze o a quello a cui la visione intende dar risalto, lo stesso impero venga visto sia come un corno che come una bestia.
Se ben ci pensiamo è la stessa cosa che si vede in Daniele capitolo 7 e poi in Rivelazione 13.
I libri di Daniele e Rivelazione sono in effetti un unico libro.
Nell’unico racconto ispirato dall’Unico Autore si vede prima una bestia da cui spuntano delle corna, quindi ci si concentra su un particolare corno, quindi si vede nuovamente una bestia – Confronta Daniele 7:7, 8 con Daniele 8:9 e quindi Rivelazione 13:1, 2
Di tutti questi “tre” si dice che vengono distrutti definitivamente e non attraverso esseri umani o mezzi umani – Vedi Daniele 7:26 quindi Daniele 8:25 e Rivelazione 19:20
Quindi cosa dovremmo dedurne?
Dovremmo dedurre che si stiano menzionando tre giudizi differenti su tre imperi differenti (hanno tutti caratteristiche diverse) in tre periodi differenti e che tutti e tre vengano distrutti direttamente da Cristo o che si stia semplicemente dando particolari diversi ed utili relativi ad un unico soggetto e avvenimento?
Proviamo ad usare ragionevolezza.
Questo ovviamente non significa che tra i vari particolari qui messi in risalto (qui come altrove) non ci sia qualcosa che non abbiamo ancora compreso o qualche implicazione importante.
Sicuramente è così ma questo non tocca minimamente i soggetti implicati e il tempo di riferimento della visione.
Sullo stesso ragionamento non pensiamo che la distruzione dei piedi della statua del sogno di Nabucodonosor si applichi ad un altro impero ancora e ad un altro tempo solo perché è stato descritto in maniera differente.
In quel caso dovremmo pensare che gli Armaghedon futuri siano almeno quattro.
Anche l’eventuale obiezione che asserisce che il piccolo corno che spunta dai quattro non può avere a che fare con una potenza dei nostri giorni perché ciò avverrebbe quando il capro è ancora in vita, non tiene conto del contesto né di altri versetti riferiti alla stessa potenza.
In Daniele 2:44 si dice che l’Iddio dei cieli avrebbe stabilito un regno che non sarebbe mai stato ridotto in rovina “ai giorni di quei re”.
E’ un plurale. Quali re?
Esattamente Babilonia, Media-persia, Grecia e Roma ovvero i re (o bestie) descritti nella statua.
Questi re sono tutti in vita nel tempo della fine, compreso il capro, ed infatti prima che il regno porrà loro fine, ad una parte di questi verrà concesso un “prolungamento di giorni” addirittura dopo Armaghedon – Daniele 7:12
Abbiamo visto questo nel seguente link


In conclusione.
Con buona probabilità Roma prende il posto del “corno seleucide” del capro peloso e deduciamo questo dal fatto che non c’è stato alcuno scontro nella conquista di Siria.
L’unico metro che abbiamo per giungere a questa conclusione è comprendere il ruolo primario delle corna (lo scontro, appunto) e fare un contrasto con i precedenti passaggi di potere avvenuti tutti attraverso guerre più o meno cruenti – possiamo vedere la sequenza e la fondamentale differenza che passa tra le prime bestie e l’ultima in Daniele 8:3-12
Questa è ovviamente solo un’ipotesi ma indipendentemente da questo e dai particolari che sarà interessante ricavare, questo non può spostarci da quel “tempo della fine” che ha a che fare con il “popolo dei Santi del Supremo” che ricevono il regno a tempo indefinito nonché il tempo in cui questa bestia sarà infranta “senza mano” dal Principe dei principe - vedi Daniele 7:27 e Daniele 8:19, 25
Dal momento che nessun impero, finora, è stato distrutto direttamente da Dio o da Cristo, questo “particolare” ci fa compendere che Daniele 8 non può riferirsi ad alcun altro sistema di cose o tempo della fine.
Tutte le potenze descritte in Daniele, partendo da Babilonia, sono presenti anche nel tempo della fine e quindi il fatto che l’ultimo corno spunti “sul capro” o abbia origine dal capro non dimostra che la profezia non si applichi nei nostri giorni né che la Grecia debba essere una potenza attiva in quel momento – confronta Daniele 7:7, 8
Indipendentemente dall’origine politico-geografica da cui rinasce l’ultimo re, esso riceve il dominio nel tempo della fine e quindi è ragionevole vederlo sia come un corno che come una bestia – confronta Rivelazione 13:2 – a seconda dei particolari a cui si vuole dar risalto.


Note in calce
* La discussione secondo cui il "Principe dei principi" sia in realtà Geova non cambia i concetti espressi. Se anche tale titolo si applicasse esclusivamente a Geova, Egli ha incaricato Suo Figlio per distruggere queste nazioni e questo non è ancora avvenuto.

** L'autore, almeno per il momento e sulla base della conoscenza attuale, non condivide l'ipotesi del "salto temporale". Questo ovviamente può semplicemente significare che non conosciamo ancora delle informazioni importanti.







Commenti

  1. Possiamo quindi vedere la visione dell'ultimo corno del capro e quindi le 2300 sere riportate in Daniele capitolo 8 come un ulteriore dettaglio per identificare il re del Nord. Eccezionale lavoro Israeli! Continua con questa accuratezza! Un Abbraccio.

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