Seguire questo blog equivale ad apostasia?


Seguire questo blog equivale a “deviare dalla verità”, seguire idee apostate o entrare a far parte di una setta?
Qualcuno che segue questo blog se lo sarà senz’altro chiesto.
È importante rispondere a queste domande perché la questione è molto seria.
Chiunque abbia letto gli articoli finora postati si sarà senz’altro reso conto che alcuni argomenti si sono distaccati parecchio dalle dottrine ufficiali dei testimoni di Geova.
Alla fine si tratta soltanto di comprendere le cose più importanti e chi ha davvero l’ultima parola sulla questione.
A questo riguardo vediamo cosa dice il libro “re” commentando Rivelazione 2:14-16, al capitolo 9, i paragrafi da 8 a 16 (pagine 43-45 nell’edizione italiana).


Dal libro (re). 
Tuttavia”, dice Gesù, “ho contro di te alcune cose”. Cosa avevano fatto per meritare questo rimprovero? Gesù prosegue: “Hai là quelli che si attengono all’insegnamento di Balaam, che insegnava a Balac a porre una pietra d’inciampo davanti ai figli d’Israele, a mangiare cose sacrificate agli idoli e a commettere fornicazione”. — Rivelazione 2:14.
Ai giorni di Mosè, Balac re di Moab aveva assoldato Balaam, un profeta non israelita che conosceva qualcosa delle vie di Geova, perché maledicesse Israele. Geova si oppose a Balaam, costringendolo a pronunciare benedizioni sugli israeliti e maledizioni sui loro nemici. Balaam placò il conseguente risentimento di Balac proponendo un attacco più insidioso: le donne moabite avrebbero dovuto sedurre gli uomini d’Israele inducendoli a commettere grave immoralità sessuale e a partecipare al culto idolatrico di un falso dio, il Baal di Peor! Questa tattica funzionò. La giusta ira di Geova divampò, ed egli inviò un flagello che uccise 24.000 di quei fornicatori israeliti e che si arrestò solo quando il sacerdote Fineas intervenne con decisione per togliere il male da Israele. — Numeri 24:10, 11; 25:1-3, 6-9; 31:16.
Ai giorni di Giovanni esistevano forse a Pergamo simili pietre d’inciampo? Sì! Immoralità e idolatria si erano infiltrate nella congregazione. Quei cristiani non prestavano ascolto agli avvertimenti di Dio dati mediante l’apostolo Paolo. (1 Corinti 10:6-11) Avendo resistito alla persecuzione, forse pensavano che Geova sarebbe passato sopra alle loro trasgressioni di natura sessuale. Così Gesù rese chiaro che dovevano rifuggire da tale malvagità.
Similmente oggi i cristiani devono stare attenti a non ‘mutare l’immeritata benignità di Dio in una scusa per condotta dissoluta’. (Giuda 4) Siamo tenuti a odiare ciò che è male e a ‘trattare con durezza il nostro corpo’ per seguire una virtuosa condotta cristiana. (1 Corinti 9:27; Salmo 97:10; Romani 8:6) Non dovremmo mai pensare che lo zelo nel servizio di Dio e l’integrità sotto persecuzione costituiscano una licenza per commettere immoralità sessuale. Nel corso degli anni, in tutto il mondo, i trasgressori disassociati dalla congregazione cristiana, per lo più a causa di immoralità sessuale, sono stati decine di migliaia. Certi anni il loro numero ha addirittura superato quello di coloro che perirono nell’antico Israele a causa del Baal di Peor. Ci sia consentito di non abbassare la guardia così da non fare mai quella fine! — Romani 11:20; 1 Corinti 10:12.
12 Gesù rimproverò inoltre i cristiani di Pergamo perché ‘mangiavano cose sacrificate agli idoli’. Di che si trattava? Viste le parole di Paolo ai corinti, forse alcuni abusavano della loro libertà cristiana e turbavano deliberatamente la coscienza altrui. Cosa ancora più probabile, però, partecipavano in qualche modo a vere e proprie cerimonie idolatriche. (1 Corinti 8:4-13; 10:25-30) Oggi i cristiani fedeli devono mostrare amore altruistico nell’esercizio della loro libertà cristiana, stando attenti a non fare inciampare altri. Devono senz’altro evitare moderne forme di idolatria, come il culto delle stelle del cinema, della televisione e dello sport, badando anche di non fare del denaro — o persino del proprio ventre — il proprio dio! — Matteo 6:24; Filippesi 1:9, 10; 3:17-19.
Evitate il settarismo!
13 Gesù riprende ancora i cristiani di Pergamo, dicendo: “Così anche tu hai quelli che si attengono in modo simile all’insegnamento della setta dei nicolaiti”. (Rivelazione 2:15) Precedentemente Gesù aveva lodato gli efesini perché odiavano le attività di questa setta. Ma i cristiani di Pergamo avevano bisogno di consigli su come mantenere la congregazione libera dal settarismo. Occorreva maggiore fermezza nel sostenere le norme cristiane così da preservare l’unità per cui Gesù aveva pregato in Giovanni 17:20-23. Era necessario ‘esortare mediante l’insegnamento che è sano e riprendere quelli che contraddicevano’. — Tito 1:9.
14 Fin dall’inizio, la congregazione cristiana ha dovuto lottare contro orgogliosi apostati, i quali, con parlare mellifluo e ingannevole, “causano divisioni e occasioni d’inciampo contro l’insegnamento” impartito mediante il canale di Geova. (Romani 16:17, 18) L’apostolo Paolo mise in guardia contro questa minaccia in quasi tutte le sue lettere. Nei tempi moderni, pur avendo Gesù riportato la vera congregazione alla sua purezza e unità cristiana, il pericolo del settarismo permane. Perciò, chiunque fosse divenuto propenso a seguire un gruppo dissidente, formando così una setta, dovrebbe prendere a cuore le successive parole di Gesù: “Perciò pentiti. Se no, vengo presto da te, e guerreggerò con loro con la lunga spada della mia bocca”. — Rivelazione 2:16.
15 Come ha inizio il settarismo? Forse uno che si reputa maestro semina dubbi, mettendo in discussione alcune verità bibliche (ad esempio, il fatto che viviamo negli ultimi giorni), e così un gruppo dissidente si separa e lo segue. (2 Timoteo 3:1; 2 Pietro 3:3, 4) Oppure qualcuno critica il modo in cui Geova fa compiere la sua opera e, facendo leva sullo spirito di chi non è disposto a prodigarsi, asserisce che non sia né scritturale né necessario andare di casa in casa a predicare il messaggio del Regno. Svolgendo questo servizio a imitazione di Gesù e degli apostoli, costoro sarebbero aiutati a rimanere umili; invece preferiscono separarsi e prendersela comoda, limitandosi forse a leggere occasionalmente la Bibbia come gruppo privato. (Matteo 10:7, 11-13; Atti 5:42; 20:20, 21) Elaborano le loro proprie idee circa la Commemorazione della morte di Gesù, il comando scritturale di astenersi dal sangue, la celebrazione di feste e l’uso di tabacco. Inoltre sminuiscono l’importanza del nome di Geova; ben presto ricadono nel permissivismo di Babilonia la Grande. Cosa anche peggiore, alcuni vengono istigati da Satana a ‘battere i propri compagni di schiavitù’, attaccando quelli che un tempo erano i loro fratelli. — Matteo 24:49; Atti 15:29; Rivelazione 17:5.
16 Chiunque stia vacillando a causa dell’influenza degli apostati dovrebbe ascoltare con prontezza l’esortazione di Gesù a pentirsi! La propaganda apostata va respinta come veleno, perché tale essa è! Si basa sull’invidia e sull’odio, in contrasto con le giuste, caste e amabili verità con cui Gesù alimenta la sua congregazione. (Luca 12:42; Filippesi 1:15, 16; 4:8, 9) In quanto a quelli che rifiutano di pentirsi, il Signore Gesù ‘guerreggia’ effettivamente con loro ‘con la lunga spada della sua bocca’. Egli sta vagliando il suo popolo per mantenere l’unità a favore della quale pregò l’ultima sera che trascorse con i suoi discepoli. (Giovanni 17:20-23, 26) Poiché gli apostati rifiutano l’aiuto e gli amorevoli consigli dati dalle stelle nella sua mano destra, Gesù li giudica e li punisce “con la massima severità”, consegnandoli alle “tenebre di fuori”. Vengono disassociati, affinché non agiscano più da lievito fra il popolo di Dio. — Matteo 24:48-51; 25:30; 1 Corinti 5:6, 9, 13; Rivelazione 1:16.
(fine della citazione)

E’ bene, a questo punto, fare alcune precisazioni in quanto l’argomento è delicato prestandosi facilmente a fraintendimenti.
Sicuramente l’apostasia è uno dei peccati più gravi se non il più grave ma intanto vediamo di cosa sta parlando, qui, il potentato Gesù Cristo.
Egli dice Hai là quelli che si attengono all’insegnamento di Balaam, che insegnava a Balac a porre una pietra d’inciampo davanti ai figli d’Israele, a mangiare cose sacrificate agli idoli e a commettere fornicazione”. — Rivelazione 2:14.
Grazie allo studio della Parola di Dio sappiamo chi era Balaam, qual era il suo atteggiamento e le sue intenzioni.
La scrittura dice chiaramente che egli voleva porre una pietra d’inciampo facendo mangiare le cose sacrificate agli idoli e a commettere fornicazione.
Come abbiamo letto l’apostolo Paolo aveva detto che “l’idolo non è nulla” e quindi, evidentemente, l’avvertimento di Gesù, il quale parla di “pietra d’inciampo”, stava a significare che alcuni “cristiani” turbavano volontariamente la coscienza altrui - I Corinti 8:4, 13
Questo era di per se già un grave peccato ma la scrittura continua dicendo “e a commettere fornicazione”.
Quindi questo comportamento aveva davvero qualcosa di malvagio; esso non era dovuto a semplice superficialità o mancanza di considerazione per i fratelli di fede.
Lo scopo era far perdere loro l’approvazione di Geova esattamente come fece Balaam.
L’idolatria e la fornicazione sono chiaramente condannate dalla Parola da Dio e non c’è possibilità di fraintendere per chi la esamina senza condizionamenti o pregiudizi – I Corinti 6:18; I Giovanni 5:21
Quindi un insegnamento del genere sarebbe stato chiaramente apostata.
Quindi Gesù prosegue dicendo “Così anche tu hai quelli che si attengono in modo simile all’insegnamento della setta dei nicolaiti”. (Rivelazione 2:15)
Chi erano i nicolaiti?
Le informazioni storiche sono poche e contraddittorie; secondo alcuni sarebbe stata una setta fondata dal Nicola di Antiochia riportato in Atti 6:5 mentre per altri non sarebbe lui.
Ad ogni modo, cosa insegnavano i nicolaiti?
Sembra abbastanza chiaro che queste parole siano legate a quelle precedenti che parlano di idolatria e fornicazione.
Qualunque fossero le credenze o pratiche dei nicolaiti è evidente che queste violassero in modo palese o subdolo le leggi di Dio.
Il paragrafo 14 sopra riportato dice che “Fin dall’inizio, la congregazione cristiana ha dovuto lottare contro orgogliosi apostati, i quali, con parlare mellifluo e ingannevole, “causano divisioni e occasioni d’inciampo contro l’insegnamento” impartito mediante il canale di Geova…” ma di che cosa si sta parlando, in realtà?
Il paragrafo continua… “Forse uno che si reputa maestro semina dubbi, mettendo in discussione alcune verità bibliche (ad esempio, il fatto che viviamo negli ultimi giorni), e così un gruppo dissidente si separa e lo segue. (2 Timoteo 3:1; 2 Pietro 3:3, 4)”
Perché, tra tutte le verità possibili (cioè le dottrine che si potevano menzionare), il libro menziona proprio “ad esempio il fatto che viviamo negli ultimi giorni”?
È evidente che questo aspetto è una nota dolente ed un punto che è già stato toccato da altri (e con “ultimi giorni” ci si riferisce, in realtà, al 1914).
Il collegamento tra “fornicazione idolatrica” e “il fatto che viviamo negli ultimi giorni” sembra quantomeno forzato.
Chiunque insegnasse che si può commettere fornicazione liberamente o adorare gli idoli (esattamente come insegna, più o meno indirettamente, buona parte della cristianità) sarebbe un apostata.
La cristianità, infatti, con il suo atteggiamento tollerante verso la fornicazione e la sua sfacciata idolatria si mette sotto il giudizio di Dio.
Aprire un dibattito onesto se “questi sono o non sono gli ultimi giorni” (con particolare riferimento al 1914) con la Bibbia alla mano, equivarrebbe ad essere apostati “mossi dall’odio e dall’invidia” o a “battere i propri fratelli”?* (vedi nota in calce)
È evidente che c’è un serio malinteso per non dire una stortura a questo riguardo.
Lo “schiavo fedele e discreto” in passato additò molte date in merito alla fine di questo sistema di cose. Si dimostrarono corrette?
Una delle prime date fu annunciata verso la fine del 1800 (alla fine del 1800 dovevano iniziare i “tempi difficili” e nel 1914 doveva arrivare Armaghedon).
Se qualcuno avesse messo in dubbio il fondamento scritturale su cui si giungeva a queste date avrebbe avuto senz’altro ragione di farlo (come la storia ha dimostrato) ma, se ci atteniamo a quanto dice il libro “re”, questi sarebbe stato “un malvagio apostata mosso dall’odio intenzionato a creare divisioni e distruttive sette” perché avrebbe messo in dubbio “l’insegnamento impartito mediante il canale di Geova”.
E qui torniamo al diascorso dell’ispirazione divina.
Gli scritti dell’apostolo Paolo, come anche quelli degli altri, erano indiscutibilmente ispirati da Dio per cui mettersi apertamente in contrasto con una lettera apostolica (ad esempio quella che abolì l’obbligo della circoncisione) significava essere disordinati e ribelli. Significava mettersi contro la Parola di Dio e questo avrebbe potuto portare a divisioni, sette e apostasia – II Corinti 13:11; I Corinti 14:33
Gli scritti dello “schiavo fedele e discreto” non sono, per ammissione, ispirati da Dio e la Torre di Guardia non può paragonarsi, per autorità, profondità o ispirazione alle lettere apostoliche.
Le lettere apostoliche, come il resto dei libri biblici, non si prestano a rivedimenti o a migliorie e certo non cambiano con il tempo – Isaia 40:6-8
Esse sono la Parola di Dio – Luca 11:27, 28; Giovanni 17:17
E’ chiaro dunque, addirittura banale, affermare che, se gli scritti dello “schiavo fedele e discreto” non sono ispirati (infatti necessitano, di tanto in tanto, di “rivedimenti”) e sbagliano, rimettere in discussione un loro scritto non equivale a rimettere in discussione la Parola di Dio.
Rimettere in discussione un loro intendimento, come ad esempio quello relativo al 1914, non equivale a disubbidire a Dio né è indicativo di chi voglia creare una setta.
A questo riguardo, quindi, è utile rivedere attentamente quali sono le credenze fondamentali che non si prestano ad interpretazioni.
Sicuramente il nome di Dio, il quale compare nella Bibbia oltre 7.000 volte, non si presta ad interpretazione e tutti gli argomenti capziosi sulla pronuncia, sulla grafia etc. lasciano il tempo che trovano.
Tutta la Bibbia, dal primo libro fino all’ultimo, mettono in risalto il nome di Dio e la Sua santificazione. Il popolo di Dio si sarebbe riconosciuto, tra le altre cose, per il grande rispetto che avrebbe mostrato al Suo Santo nome e per il fatto di farlo conoscere – Esodo 3:15, 16; Giovanni 17:6
In italiano il nome di Dio è Geova e anche se la pronuncia esatta non si conosce, questa non è una scusa per non usarlo.
Allo stesso modo “italianizziamo” il nome di Gesù, Giovanni, Giacomo, Luca, Paolo e tutti gli altri e non ci siamo mai chiesti se usare questi nomi oppure no.
Se la Bibbia è stata tradotta i migliaia di lingue, anche i nomi, di conseguenza, vengono tradotti e il nome Geova è unico nel suo genere. Non si presta a fraintendimenti e non appartiene a nessun altro: è il nome di Dio.
Gesù è il figlio di Dio e qualsiasi altro insegnamento, come ad esempio che sia Dio stesso o la parte di una trinità, costituisce sfacciata apostasia – I Corinti 15:27, 28
Gesù è anche il principale Agente e perfezionatore della nostra fede. E’ l’unigenito figlio di Dio ed è colui che ha pagato il riscatto, con la sua morte, per salvarci dalla morte dovuta al peccato adamico – Ebrei 12:2; Romani 5:12; I Corinti 15:45;
La speranza per la stragrande maggioranza delle persone è la vita eterna su una terra paradisiaca mentre la vita in cielo è riservata ad un piccolo numero di persone.
La predicazione della buona notizia anche di “casa in casa” è parte integrante dell’insegnamento biblico e tante altre cose ad essa associate.
Se studiamo attentamente la Bibbia sapremo distinguere chiaramente quali sono le verità bibliche fondamentali.
Apostasia significa mettere in dubbio una di queste verità fondamentali (come ad esempio il Cristo venuto nella carne e la risurrezione) e creare divisioni; a questo si riferiva l’apostolo Giovanni quando disse “E questo è ciò che l’amore significa, che continuiamo a camminare secondo i suoi comandamenti. Questo è il comandamento, come avete udito dal principio, che continuiate a camminare in esso. Poiché sono usciti molti ingannatori nel mondo, persone che non confessano Gesù Cristo venuto nella carne. Questi è l’ingannatore e l’anticristo. Prestate attenzione a voi stessi, affinché non perdiate le cose per produrre le quali abbiamo operato, ma otteniate una piena ricompensa. Chiunque va avanti e non rimane nell’insegnamento del Cristo non ha Dio. Chi rimane in questo insegnamento è colui che ha il Padre e il Figlio. Se qualcuno viene da voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non rivolgetegli un saluto” - II Giovanni versetti 6-10 – Vedi anche I Corinti 15:12-14
Asserire che la Bibbia non è la Parola di Dio, ad esempio, è apostasia, ma discutere su una determinata dottrina attraverso la Parola di Dio rientra nel normale scambio di opinioni che dovrebbe essere utile per raggiungere una migliore comprensione del soggetto – Proverbi 15:22
Se ci atteniamo a ciò che dice il libro “re” in merito al “limitarsi a leggere la Bibbia come gruppo privato” allora anche Russel e i suoi collaboratori commisero apostasia quando iniziarono i loro studi sulle scritture.
Sicuramente per la cristianità in generale essi erano “falsi profeti” ma la loro colpa era solo quella di voler comprendere il messaggio biblico senza condizionamenti religiosi.
È anche emblematico che la società Torre di Guardia abbia elogiato spesso persone come Tyndale, Hus e tanti altri (tanto da farne addirittura un documentario) quando, al giorno d’oggi, tutti questi sarebbero visti come “malvagi apostati guidati dall’odio e dall’invidia”.
Comprendere la Parola di Dio è personale responsabilità di ogni cristiano e questa responsabilità non può essere relegata ad un piccolo gruppo di persone.
Non sono solo “gli unti” ad essere il corpo di Cristo ma lo è l’intera congregazione cristiana -            1 Corinti 12:12, 13
Uno studio attento e rispettoso della Bibbia potrebbe anche portare ad un piacevole scambio di opinioni su questioni secondarie (cose che non cambiano la vita di un cristiano) e questo incoraggerebbe tutta la comunità cristiana ad arrivare ad una visione più completa e unificata – Giovanni 4: 23, 24
Non si può neppure escludere a priori che lo studio della Bibbia non spinga a cambiare anche alcune dottrine più importanti… ma chi ama la Parola di Dio è pronto a fare qualsiasi cambiamento pur di accertarsi di quello in cui crede.
Ovviamente comprendere pienamente la parola di Dio non dipenderà soltanto dagli sforzi umani ma dalla volontà di Dio. In ogni caso questo non libera ognuno di noi dalla responsabilità di studiare la Parola di Dio, meditarla e cercare di comprenderla – Isaia 48:17, 18
Facciamo dunque attenzione agli insegnamenti apostati ma nello stesso tempo evitiamo di andare agli estremi pensando che ogni domanda, dubbio o desiderio di confronto sia paragonabile all’apostasia.
Cerchiamo anche di avere una visione equilibrata di noi stessi non pensando che la nostra visione sia sempre la migliore e non si presti ad alcuna critica. Al contrario facciamo di tutto per accertarci che quello in cui crediamo sia pienamente sostenuto dalla Scrittura la quale, ricordiamo, è la sola ed unica autorità – I Tessalonicesi 5:21; II Corinti 13:5
L’eventuale “schiavo” deve mostrarsi fedele e prudente non lanciandosi facilmente in dichiarazioni dubbie, soprattutto quelle “verità” che andranno ad influire poi sulla vita di milioni di persone.
La prudenza implica il rendersi conto, non solo a parole, di non essere ispirati da Dio e quindi include la possibilità di poter discutere e rivedere certe interpretazioni.
Esso è, appunto, uno “schiavo” e non il signore sulla fede degli altri – I Corinti 1:24
Come detto all’inizio di questo articolo… chi ha davvero l’ultima parola su ogni questione?
La Bibbia o un gruppo di persone?
Se siamo convinti che debba essere la Bibbia allora studiamo, meditiamo e preghiamo non lasciando che nessuno interferisca col nostro studio.
Se dobbiamo rivedere qualcosa, rivediamolo.
Se gli articoli postati finora non hanno mostrato rispetto per la Parola di Dio e non l’hanno uitilizzata in maniera onesta per dar peso alle tesi riportate, smettete di seguire il blog.
Se pensate che ci siano state forzature e che questo sia avvenuto in cattiva fede, smettete di seguire il blog.
Diversamente, se pensate che gli articoli finora postati siano stati degni di attenzione, pur senza ritenerli infallibili o ispirati, continuate a scavare e non lasciatevi fermare di fronte a paure più o meno indotte.
Fare dibattiti su dottrine anche fondamentali utilizzando la Bibbia come Massima Autorità, non equivale a commettere apostasia.
Se la Bibbia è stata scritta anche per te, significa che puoi capirla – Proverbi 2:1-7


* Nota in calce. Questo blog ha ridiscusso il fondamento scritturale su cui si giungerebbe al 1914.
L'articolo che tratta questo argomento è riportato in questo link http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/05/lacronologia-linterpretazione-la.html

L'artticolo sul 1914, tuutavia, non ridiscute affatto i tempi in cui viviamo (i quali si sarebbero riconosciuti dalle caratteristiche delle generazione e non da qualche calcolo). Il seguente articolo riconosce chiaramente i tempi in cui viviamo 
http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/05/siamonel-tempo-della-fine-dopo.html

P.S. L'autore di questo blog è convinto, a motivo dello studio della Parola di Dio, che il popolo che porta il nome di Dio e che predica in tutta la terra abitata sia l'unico popolo di Dio. Questo popolo raggiungerà una migliore comprensione delle dottrine e di tanti aspetti organizzativi a "tempo debito" e cioé quando Cristo prenderà davvero la direttiva in prima persona.  


Commenti

  1. Ultimamente il termine "apostata" è molto abusato, al punto tale che si è via via perso il vero significato.
    "Apostata" è chi va contro le Scritture, non chi cerca di capirle meglio.
    Pensare che chi legge questo blog o affronta simile tematiche (ossia rivedere alla luce delle scritture gli attuali insegnamenti) sia apostasia, è semplicemente un modo per nascondere la testa nella sabbia.
    Sarà pure comodo, ma prima o poi dovremmo rendere conto del nostro approccio agli insegnamenti biblici, sopratutto se si accetta passivamente qualcosa che si sa essere sbagliato.

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    1. Condivido in pieno il tuo commento, caro Samgar.
      Anche pensare di limitare il problema alle "tematiche organizzative" è una visione miope e significa voltarsi dall'altra parte.
      Io sono riconoscente al blog proclamatoreconsapevole per avermi permesso di fare qualche commento, di affrontare qualche dottrina attirando la curiosità di alcuni e soprattutto perché i miei pochi lettori (come, immagino, tu stesso) vengono da lì, ma come già scrissi in un commento passato non possiamo pensare di risolvere problemi burocratici/organizzativi se non ci rendiamo conto che il problema parte un po' più a monte.
      Tuttavia affrontare le credenze è davvero uno scoglio e me ne rendo conto.
      Alcuni articoli di questo blog (come ad esempio quello intitolato "1290 e 1335 giorni") hanno superato le 100 visualizzazioni ma i commentatori, te compreso, sono tre o quattro.
      Questo significa che qualcuno è curioso ma allo stesso tempo è frenato dal timore di fare qualcosa di sbagliato.
      Non sono preoccuipato perché se è volontà di Geova queste cose saranno conosciute (attraverso questo blog o qualsiasi altro mezzo e persona). Se non è volontà di Geova... è stato (almeno per me) un percorso accrescitivo che mi ha maturato tantissimo.
      Confidiamo in Geova e se in coscienza riteniamo che gli articoli trattino tematiche importanti e siano degni di attenzione, cerchiamo di rendere disponibile questa conoscenza anche ad altri. Grazie Samgar, continua a seguirmi :-)

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    2. È un problema che si ripresenta storicamente. Man mano che i gruppi religiosi ingrandiscono assumono atteggiamenti da guardiani della dottrina diventando dogmatici e impedendo di studiare le scritture in modo indipendente.
      Certo il rischio di divisioni è forte e non è facile gestire liberi pensatori.
      Comunque, se non apostati diveniamo di fatto eretici.

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  2. Studiare la Bibbia con sincerità e cercare di scovarne i tesori nascosti non è apostasia è desiderio di verità e dimostra vero apprezzamento e amore per Geova.......ciucciarsi tutto quello che altri studiano senza sincerarsi se le cose stanno realmente così e come camminare nella strada larga e spaziosa dove vanno in molti perché e la piu semplice. ...gli appartenenti alle religioni di questo mondo fanno così ma non deve farlo il popolo di Geova....continua così Israeli forse qualcuno si risveglia dal torpore e riaprira la Bibbi e non le circolari..

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